Iniziano i primi test dell'auto autonoma, elettrica e connessa. Dovrà essere pronta per il 2023

Dopo aver debuttato al Salone di Francoforte 2017 come Concept è venuto il momento per Renault di presentare la demo car realizzata sullo studio Symbioz. Si tratta di un’auto che mantiene le caratteristiche del prototipo, ma che è destinata alla sperimentazione su strada e che, secondo i piani della Losanga, dovrebbe debuttare in serie del 2023. Al centro del progetto vi sono due pilastri universalmente indicati come portanti per l'auto del futuro: guida autonoma, trazione elettrica. Con Symbioz è possibile passare da quelli che vengono comunemente considerati come sistemi base di assistenza alla guida a un livello 4, il cosiddetto “mind off”, dove il conducente si libera da tutti i compiti della guida e l'auto è in grado di gestire da sola la sicurezza anche in caso di imprevisti. Un livello di delega non ancora autorizzato dal codice della strada, ma che, in deroga, viene permesso per sperimentazioni con a bordo sempre qualcuno in grado di prendere il controllo.


Due motori elettrici


Il secondo pilastro sviluppato da Symbioz è quello della trazione elettrica e soddisfatto da due motori posteriori sistemati sulle ruote che offrono una migliore trasmissione della potenza a terra, l’esperienza di guida è migliorata dal telaio 4Control a quattro ruote sterzanti che permette un buon controllo dei 500 kW di potenza e della coppia che arriva a 660 Nm. L’accelerazione da 0-100 km/h avviene in 6 secondi, mentre il sistema di alimentazione è offerto da un pacco batterie da 75 kWh che può arrivare fino a 100. Per quanto riguarda la ricarica, Symbioz Demo Car può contare su un dispositivo tarato fino a picchi di 150 kW in grado di ripristinare l’80% della capacità delle batterie in meno di mezz’ora.


Un ambiente in simbiosi con il conducente


Il design della Symbioz Demo Car è quello di una berlina mononovolume di quasi 5 metri di lunghezza. Fra le caratteristiche delle carrozzeria troviamo un parabrezza molto avanzato, la parte superiore dell’auto dotata di un superficie vetrata molto ampia con sistema di regolazione della trasparenza. L'aerodinamica è caratterizzata da uno spoiler sul tetto che si apre automaticamente quanto il veicolo raggiunge i 70 km/h. All’interno spiccano l’assenza totale di console centrale e uno spazio modulare in funzione della modalità di guida selezionata. iI cruscotto digitale è composto da tre schermi OLED che rimandano le informazioni relative alla guida, alla navigazione e alla vita a bordo oltre ai dati rilevati dal sistema di guida autonoma.


L'auto che sa cambiare


A proposito di modalità di guida la Symbioz sperimenta il sistema Multi-sense 3.0 evoluzione del Multi-sense attuale e che propone tre opzioni: Classic con una posizione di guida tradizionale e l’auto impostata in modalità comfort; in Dynamic la guida diventa più attiva e la risposta e il suono del motore, lo sterzo e la rigidità del telaio sono più orientati alla dinamicità, nella modalità AD (Autonomous Driving) si ottimizza lo spazio disponibile davanti al conducente e il volante e il cruscotto arretrano automaticamente di 12 centimetri. Attivando la modalità AD, saranno disponibili ulteriori tre esperienze di vita a bordo, La configurazione Alone@Home, la configurazione Relax che permette al conducente di rilassarsi e riposarsi e la configurazione Lounge che consente al conducente di avvicinarsi alla persona che viaggia al suo fianco. Un’esperienza quella Symbioz Demo Car che va oltre la guida e l'auto visto che parallelamente è stato e sarà sviluppato un cosiddetto ecosistema dove veicoli come Symbioz potranno interagire sia con i guidatori sia con le infrastrutture.



Renault Symbioz Demo Car




Parte la sperimentazione su strada dell'auto più futuristica della Losanga. Elettrica, autonoma e connessa

Renault Symbioz Demo Car, prove di futuro

Foto di: Francesco Stazi