Vetture sempre più connesse: tanti vantaggi ma aumentano anche i rischi

In futuro, l’auto connessa eviterà fino a 260.000 incidenti l’anno: è quanto emerge da uno studio di Bosch e Prognos. Non solo: la vettura ad alto contenuto tecnologico permetterà di risparmiare quasi 400.000 tonnellate di emissioni di CO2 e anche fino a 4,3 miliardi di euro di costi per danni e minore utilizzo di materiali di consumo. Al di là degli indubbi benefici dell’auto connessa, c’è però anche qualche possibile inconveniente, come già da anni spieghiamo (vedi per esempio qualche guaio che riguarda la chiave elettronica). In particolare, un problema può essere costituito dagli hacker. Secondo gli esperti di Kaspersky Lab (azienda russa specializzata nella sicurezza informatica), nel 2018, il veicolo sarà tanto più vulnerabile quanto più mancherà attenzione o competenza del produttore per quanto riguarda la sicurezza del software.


Se si alza l’asticella


Le vulnerabilità, sostiene il Kaspersky Lab, saranno favorite dalla crescente complessità del prodotto e del servizio: ogni collegamento è un potenziale punto debole che i criminali saranno pronti a sfruttare. Inoltre, la presenza di più sviluppatori impegnati a creare il codice e di diverse piattaforme di gestione, renderà più difficile ai vari player avere la piena visibilità sul codice sorgente: questo consentirà agli hacker di non essere facilmente individuati. C’è poi un secondo problema: i veicoli connessi saranno in grado di generare e trattare sempre più dati relativi al mezzo, ma anche ai viaggi e persino ai dati personali dei guidatori. Il che renderà le auto sempre più interessanti per i criminali che puntano a vendere i dati al mercato nero o utilizzarli per estorsioni e ricatti.


Quali soluzioni


Secondo Sergey Zorin, Head of Kaspersky Transportation Systems, Kaspersky Lab, "per fronteggiare questi rischi è richiesta l'integrazione della sicurezza in diverse parti dell’auto connessa. L’obiettivo è proteggere tutti le componenti connesse a Internet. Ciò dovrebbe essere supportato da standard di settore rigorosi e coerenti e nel 2018 dovremmo cominciare a vedere applicati alcuni di questi requisiti insieme ai primi dispositivi cyber sicuri per dati diagnostici remoti e telematici". D’altronde le Case stanno investendo ingenti risorse per dare prodotti sempre più tecnologici ed evoluti, e al contempo protetti contro i malintenzionati: vedi come i Costruttori fanno quadrato contro gli hacker e come vengano "sfidati" i pirati informatici. E in questo contesto i Governi non stanno a guardare ma si muovono con leggi specifiche.