Le vetture sarebbero "violabili" come qualsiasi altro dispositivo mobile

Due bug nella sicurezza dei processori metterebbero a rischio tutti i computer e i dispositivi mobili connessi alla rete, smartphone, tablet e... auto. I ricercatori di Google Project Zero hanno scoperto due falle nei processori dei principali colossi mondiali, tra cui Intel, Arm e Amd, che esporrebbero gli utenti al rischio di furto di password e dati personali. Nonostante la vicenda sia stata minimizzata, gli esperti affermano che esiste un pericolo reale che coinvolgerebbe anche tutte le auto di nuova generazione, tra cui Bmw, Audi, Chrysler, Ford, Honda, Mazda e Opel.


Le auto nella rete


La tecnologia va avanti e le auto sono sempre più connesse alla rete. Ma non è oro tutto quel che luccica; se da una parte si sfrutta il vantaggio della navigazione sempre e ovunque, dall'altra si è più esposti ai rischi che la rete presenta. Le case da anni stanno lavorando sulla connettività delle vetture e il problema della sicurezza informatica è sempre stato centrale fin dai primi sviluppi. Discorso che va a braccetto con la guida autonoma e sulla responsabilità effettiva in caso di sinistro. Se la macchina guida da sola infatti - anche senza pilota a bordo - ed è "espugnabile" come un qualsiasi dispositivo mobile, di chi è la responsabilità in caso di incidente? Proprio Intel, con l'acquisizione di Mobileye a marzo 2017, è entrata nel settore della guida autonoma, con l'obiettivo di produrre componenti da vendere poi alle case costruttrici. Ci si pongono adesso delle domande su quanto possa essere sicuro affidare a poche società il monopolio sui processori, soprattutto se non si ha in programma una differenziazione dei prodotti al fine di garantirne la sicurezza.


I due bachi


La prima falla, chiamata Meltdown, colpisce i microprocessori Intel e Arm e permette l'accesso a terzi alla memoria del computer. La seconda, Spectre, riguarda la "predizione delle diramazioni": è un procedimento attraverso il quale i processori, per velocizzare il lavoro, vanno "ad intuito" nella scelta tra due diverse soluzioni, iniziando così i calcoli in anticipo prima che l'istruzione venga impartita. In molti, tra cui Microsoft e Apple, sono ricorsi ad upgrade di sicurezza, che potrebbero però portare, a seconda del device, ad un rallentamento del sistema tra il 5% e il 30%. Sullo stesso piano di importanza per quanto riguarda le informazioni personali, un conto è prendere misure cautelari su uno smartphone, un altro conto è mettere al sicuro, andando a rallentare il sistema, mezzi che generano 4000 GB di dati al giorno.