Tre tappe sono bastate per confermare la solita bagarre, con Peugeot al comando delle operazioni

Se c’è una gara automobilistica dall’esito incerto, questa è la Dakar. Una competizione in cui, da un giorno all’altro, possono “ballare” mezz’ore tra i concorrenti in lotta per la vittoria. Per la cronaca puntuale di ogni tappa vi rimandiamo ai colleghi di Motorsport ma proprio la terza tappa è un esempio di come la situazione possa cambiare da un momento all'altro e in maniera significativa. Nel dettaglio, partiamo da da Carlos Sainz (Peugeot 3008DKR), il quale, dopo le due forature e il malessere del suo navigatore Lucas Cruz, con cui ha dovuto fare i conti nel corso della seconda, è risalito alla grande chiudendo la giornata al terzo posto e rimontando fino alla sesta piazza nella classifica generale a 14’47”. Davanti a lui, secondo nella terza tappa da Pisco a San Juan de Marcona (504 km), ha chiuso il compagno di squadra Stéphane Peterhansel, che non ha potuto gioire per la vittoria di tappa ma si consola con gli interessi grazie alla prima posizione nella classifica generale.


Se parti primo, facilmente perdi... 


Altra regola (non scritta) è che se parti primo di tappa, facilmente sarai dietro ai tuoi rivali al traguardo di giornata. Chiedere a Cyril Despres. Il francese aveva iniziato la terza tappa da leader e, in quanto tale, è stato il primo a intraprendere la via della corsa: una posizione decisamente sfavorevole e dalla quale non poteva che perdere terreno rispetto agli avversari: in ogni caso i giochi per lui sono apertissimi, visto che si trova secondo a 3’11” dal primo posto.  Il protagonista di Tappa 3 è il saudita Nasser Al-Attiyah, su Toyota Hilux by Gazoo Racing, che chiude con 4’05 di vantaggio sul francese della Peugeot e si porta al terzo posto della generale: per lui, adesso, il distacco dalla leadership di Peterhansel è di 7’43”. Ad occupare la quarta posizione della classifica (a 10’11”) è “l’extraterrestre” del WRC, il 9 volte campione del mondo Sebastien Loeb, sempre su Peugeot 3008DKR, che ha concluso la terza tappa in quinta posizione, facendosi notare per una condotta di gara particolarmente attenta, finalizzata alla minimizzazione dei rischi. Quinto, in classifica, è il compagno di Al-Attiyah in Toyota, De Villers, a 11’23”, che precede il già citato Sainz a 14’47”.


MINI fuori dai giochi


Dalla settima posizione in giù - detto che alla Dakar non si può mai dare nulla per certo - si trovano invece i piloti che se non hanno già messo da parte le ambizioni di vittoria, poco ci manca: Brinke (Toyota), settimo, accusa infatti 31’18” di ritardo. Disastrosa, fino a qui, l’esperienza della MINI: il primo pilota è infatti Terranova, ottavo a 35’19”, mentre i piloti di punta ne stanno passando di tutti i colori. Il finlandese Mikko Hirvonen si è dovuto fermare per un guasto ed è ripartito dopo aver perso 2 ore, mentre lo spagnolo Nani Roma, già attardato, ha capottato ripetutamente la sua MINI a 500 metri dal traguardo, perdendo la bellezza di 26’; lo spagnolo è ripartito, ma ha poi abbandonato la gara per trauma cranico e cervicale. 

Dakar 2018, il deserto delle incertezze