Questi i numeri dell’influenza in Italia: 2.168.000 casi durante la stagione fredda. Nell’inverno a cavallo fra il 2017 e il 2018, l’epidemia manda più persone a letto rispetto all’analogo periodo 2016-2017. Ci sono però alcuni accorgimenti per cercare di limitare il contagio, anche in auto, dove i virus influenzali “sguazzano”, essendo l’abitacolo un ambiente piccolo e chiuso. Niente di drammatico, beninteso, perché in una settimana di riposo e caldo a casa di solito passa tutto. Però i sintomi sono molto fastidiosi: dalla febbre al mal di testa, passando per la nausea, i dolori muscolari e articolari, per non parlare di tosse, problemi respiratori, occhi che lacrimano. Il trucco per non cadere nella trappola dell’influenza non esiste, tanto che pure il vaccino è uno scudo parziale, seppure importante. 


Consigli anti-virus influenzale


#1. Pulizia dell’abitacolo. Come ricorda il ministero della Salute, la trasmissione del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza. Immaginando di viaggiare in auto con una persona influenzata, dopo è opportuno lavarsi bene le mani, col sapone. Se proprio questo non è possibile, va bene anche qualche salvietta umidificata o utilizzare gel speciali che si vendono al supermarket o in farmacia.


#2. Sì all’igiene respiratoria. Il guidatore o il passeggero deve coprire bocca e naso quando starnutisce o tossisce; dopodiché, è opportuno gettare quanto prima il fazzoletto di carta e lavarsi le mani. Ovviamente, la soluzione migliore sarebbe l’isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. Se in auto si va a trovare qualcuno in ospedale, qui si dovrebbero usare di mascherine. Una volta terminato il viaggio, pulire l’abitacolo, le strutture interne dove i virus possono depositarsi: un’operazione da fare anche se la persone influenzata non ha starnutito né tossito, perché un numero enorme di particelle è presente nel respiro dei soggetti, ancor più quando parlano.


#3. E dopo, mai esagerare. Per chi è appena guarito dall’influenza e vuole rimettersi al volante, massima cautela: la malattia può aver debilitato a seconda della forza del virus e delle condizioni psicofisiche del momento. Pertanto, mai “strafare” nei giorni della convalescenza: niente lunghi viaggi. Appena ci si sente assonnati, guai a proseguire o a pensare di essere in grado di “resistere”: la sopravvalutazione delle proprie capacità porta al colpo di sonno. È normale nella convalescenza convivere con facile affaticabilità e disturbi della termoregolazione (non si riesce a difendersi in modo adeguato dal freddo). Si è pure meno reattivi. Occorre fermarsi quanto prima in sicurezza. Alla peggio, un sonnellino ristoratore di 30 minuti in auto è sufficiente prima di riattivarsi e tornare sani e salvi a casa. Non ultimo: gli effetti collaterali di eventuali farmaci possono farsi sentire anche a distanza di giorni. Pertanto, cautela con la guida.


Bimbi, i più delicati


La fascia di età maggiormente colpita dall’influenza è quella dei bambini al di sotto dei 5 anni in cui si osserva un'incidenza pari a circa 29,2 casi per mille assistiti. “Tartassati” dai virus anche i piccini tra 5 e 14 anni: 19 casi su mille, Un brusco aumento anche negli anziani in cui l'incidenza è pari a 6,3 casi per mille. Se in auto si trasportano piccoli, nonni, ma anche donne incinte e persone con patologie particolari, è bene che al contempo nell’abitacolo non ci siano persone raffreddate o influenzate: i soggetti deboli si ammalano più facilmente.