Il ministro dei Trasporti punta a riduzioni sino al 20% su entrambe le tratte

La domanda è: c’è uno sconto pendolari sull’A24 (Roma-Teramo) e sull’A25 (Torano-Pescara), gestite dalla società concessionaria Strada dei Parchi (della Toto Holding)? Per ora no. Parliamo di autostrade che attraversano Lazio e Abruzzo: nel cuore dell’Italia, uniscono il versante tirrenico a quello adriatico (in un paesaggio di sublime bellezza, come solo il nostro Paese sa regalare). Sono un collegamento tra l’Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli e l’Autostrada Adriatica A14 Bologna-Bari-Taranto, senza contare che si guida l’auto alla scoperta di un territorio che interessa sei parchi naturali e il massiccio del Gran Sasso. Ricapitoliamo le puntate della telenovela dei rincari su A24 e A25. La vicenda nasce a inizio gennaio, con il solito aumento annuale dei pedaggi autostradali. Alla voce A24-A25, spicca un aumento del 12,89% rispetto al 2017. Lo dice il decreto interministeriale: fra i vari ministeri che hanno dato l’ok, c’è pure quello dei Trasporti. Questo, come altri rialzi delle tariffe autostradali, scatena polemiche, tanto che Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, denuncia: “Se il pedaggio medio registra un +2,74%, ci sono incrementi bulgari”; stangate che “mandano in tilt i bilanci dei pendolari costretti a prendere le tratte soggette a rincari”.


Seconda puntata


La seconda puntata della telenovela va in onda il 9 gennaio: il ministro dei Trasporti (Graziano Delrio) incontra i presidenti della Regione Lazio (Nicola Zingaretti) e della Regione Abruzzo (Luciano D’Alfonso) sul tema rincari della Strada dei Parchi. La base di partenza è che quel rialzo deriva dal riconoscimento di pronunce giudiziarie su ricorsi attivati dalla società: in passato, gli investimenti non erano stati riconosciuti. Il fatto è che una complicatissima formula matematica, per una convenzione fra Stato e gestori, può prevedere l’aumento dei pedaggi a condizione che la concessionaria investa nella manutenzione dell’autostrada: ecco spiegato il rincaro.


Quale proposta


Delrio ha la sua soluzione: un primo strumento che verrà proposto alla concessionaria è l’applicazione dello sconto per pendolari con Telepass fino a un massimo del 20%, grazie alla disponibilità del ministero e delle Regioni Lazio e Abruzzo a coprire il mancato introito. Sarà attivo non appena verranno messi a punto nuovi criteri che rendano più efficace la misura per i pendolari, rispetto a quanto avvenuto negli anni passati.


E in più…


Un secondo strumento è di carattere strutturale e riguarda il Piano economico finanziario (Pef) della concessionaria, dal quale di fatto sono discesi gli adeguamenti della tariffa di gennaio 2018 e degli anni precedenti. “Visto l'alto rischio sismico delle due autostrade - ha detto Delrio -, chiederemo di inserire un contributo statale che così possa contenere gli incrementi”. L’obiettivo è permettere un adeguamento della tariffa non superiore al 4%.


La parola alla società


Ed ecco la terza puntata della telenovela. Per ora, nessuno sconto. La società Strada dei Parchi ribadisce la propria disponibilità a collaborare per affrontare i temi delle tariffe e del nuovo Piano Economico Finanziario. Si vedrà. Strada dei Parchi dice a chiare lettere: “Aumenti A24/A25, il ministero non può scaricare il problema alla concessionaria”, visto che c’è una convenzione fra gestori e Stato. E spiega: Strada dei Parchi non ha ricevuto nessuna “comunicazione ufficiale a seguito dell’incontro che si è svolto presso il ministero dei Trasporti sul decreto interministeriale di fine anno riguardante l’incremento tariffario sulle Autostrade A24 e A25”. Per la società, “una proposta e una indicazione chiara devono provenire solo dai ministeri che hanno emanato il decreto interministeriale e con cui sono state stabilite le percentuali dell’incremento delle tariffe di pedaggio”.


Due conti fatti da Strada dei Parchi


Inoltre, c’è una nota polemica della concessionaria: “A chi va il pedaggio autostradale che gli automobilisti pagano per A24 e A25? È possibile che l’Anas, che non esercita più nessuna funzione su A24 e A25, riceva ogni anno 56 milioni dalla gestione di Strada dei Parchi?”. E ancora: “Sono anni che proviamo a spiegare ‘l’anomalia di A24 e A25’, autostrade che hanno sì un record: in percentuale pagano più di tutte allo Stato. Al punto che per ogni euro incassato, ben 57 centesimi vanno alla parte pubblica. Compresa una quota variabile, e soprattutto una quota fissa di 56 milioni l’anno che finisce nella casse dell’Anas. È questo il prezzo di concessione, che è stato applicato solo una volta nelle privatizzazioni autostradali, proprio nel caso delle autostrade A24 e A25”. Stando alla società, sarebbe bastato tagliare una quota minima del prezzo di concessione per evitare gli aumenti: “Questa era la nostra proposta. Quindi Strada dei Parchi non è contraria agli sconti. Avrebbe preferito evitare gli aumenti”. Per chi desiderasse approfondire la questione, dettagli tecnici dettagli molto tecnici sono reperibili sul sito stradadeiparchi.it.