Anticipa di tre anni lo stile della Boxster e salva la casa tedesca dalla crisi di inizio anni '90

All’inizio degli anni ’90 la Porsche non è il gigante che conosciamo oggi, ma un’azienda in difficoltà lontana dai fasti degli anni precedenti, che nel 1993 costruisce “appena” 14.000 vetture (erano circa 50.000 nel 1986, contro le 238.000 del 2016). Il costruttore tedesco ha bisogno di rinnovarsi ed è alla ricerca dell’ispirazione giusta. Per questo motivo cerca di rifarsi all’industria giapponese e nel 1990 firma un accordo con la Toyota, da cui spera di carpire i segreti della sua produzione industriale. I manager però non si fermano qui e pensano di realizzare una spyder a due posti secchi nel solco della Mazda MX-5, lanciata nel 1989 e subito diventata un’icona di sportività, leggerezza e piacere di guida. Il risultato è la proposta di stile Boxster Concept.


Forme simili, dettagli diversi


L’auto viene mostrata in anteprima al Salone di Detroit 1993 e suscita grande clamore, perché lo stile è ispirato alla storica barchetta da corsa 550 Spyder e il motore si trova dietro l’abitacolo, in posizione centrale e non posteriore come sulla 911. La Boxster Concept anticipa fedelmente l’auto in vendita: i fari anteriori sono a goccia, il cofano è incassato fra le creste a prolungamento delle luci e le fiancate appaiono molto pulite e levigate. Anche il posteriore non sarebbe cambiato granché, ma sulla Boxster dà una maggiore impressione di cattiveria grazie alle luci più sottili e raccolte. L’interno appare curato e ben rifinito, mentre lo stile aggressivo delle ruote viene abbandonato nel passaggio alla produzione. L’unica differenza significativa è la posizione della presa d’aria laterale: in basso sulla Concept, al centro della fiancata sulla Boxster.


Servono 4 anni per arrivare alla produzione


Lo stile della Boxster Concept era stato approvato dai vertici della Porsche nel luglio 1992, dopo che i membri del centro stile avevano presentato quattro diverse interpretazioni. Ad agosto di quell’anno viene deciso che il progetto – curato da Grant Larson and Pinky Lai – verrà trasformato nella vettura laboratorio esposta al Salone di Detroit. A marzo 1993 è definito lo stile della Boxster, a fine 1993 iniziano a circolare i primi esemplari di test assemblati con parti di altri modelli e nel 1994 vengono mandati su strada quelli con la carrozzeria semi-definitiva. La produzione in massa comincia a metà 1996 e segna una piccola rivoluzione per la Porsche, che mai aveva impiegato così poco per realizzare un’auto (da 120 ore a 72 per auto) e mai aveva condiviso pezzi fra auto diverse: il cofano e le luci anteriori sono gli stessi della coeva 911. La Boxster si rivela fin da subito un grande successo e aiuta la Porsche a risollevarsi.

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