Assieme all’appartamento, c’è chi dà la vettura in uso per qualche giorno: ecco i pericoli

Sono in tanti a utilizzare quelle piattaforme online per gli affitti brevi degli appartamenti o di una camera. Il proprietario incassa il denaro per la locazione, che dura un weekend o diversi giorni, mentre il momentaneo inquilino ha la casa pagando un corrispettivo, preferendo questa soluzione ad altre sistemazioni come gli alberghi. Una soluzione del tutto legale, con gli stessi siti “intermediari” che invitano a ospitare responsabilmente: ci sono vincoli legali e consigli da seguire per bene. Una prassi che potrebbe riguardare anche i “bed and breakfast” e gli “home exchange” (una specie di cambio di casa alla pari). Ma, come spiega la Fondazione Ania (onlus dell’Associazione delle assicurazioni), sta prendendo piede anche una sorta di “Airbnb delle auto”, connesso a quello degli appartamenti. Il proprietario della casa dà in affitto, oltre all’appartamento, anche la vettura: una sorta di pacchetto completo a favore dell’inquilino con la patente, così che quell’appartamento diventi ancora più allettante. Un modo per far sì che l’ospite si senta ancor più a casa propria. Tuttavia, la Fondazione Ania evidenzia che questa pratica potrebbe anche nascondere qualche rischio a carico del proprietario dell’auto: pericoli legati solo alla macchina, e non alla casa.


Il tipo di Rc auto


Una premessa: per la la Fondazione Ania, questa prassi di dare in affitto, assieme alla casa, anche l’auto, “rappresenta una fattispecie non ancora stata analizzata dalle imprese assicuratrici italiane in maniera approfondita”. Siamo davanti a qualcosa di nuovo. Comunque, il primo rischio da sottolineare riguarda il tipo di Rc auto. Se la polizza è quella base, normale, allora si ha la “Guida libera” o “a Guida libera”: la macchina può essere guidata da chiunque. Ossia dal proprietario del veicolo, dai familiari, dagli amici, dai conoscenti, così come da persone che prendono in affitto la casa, siano questi conosciuti o no. Qualsiasi persona causi un incidente con quella vettura, la compagnia copre tutti i danni all’altro veicolo coinvolto. Il problema nasce se la Rc auto è a “Guida esperta” o a “Guida limitata”: significa che solo determinati soggetti possono guidare la macchina. Chi? In genere da conducenti che abbiano compiuto 26 anni e conseguito la patente da almeno 3 anni. Ma può variare l'età minima (talvolta 23 anni o 21 anni) e l'anzianità di patente (da un anno a 5 anni).


Incidente, occhio


Ed ecco il cuore della questione: con la Rc auto a “Guida esperta” o a “Guida limitata”, se una persona diversa da quelle permesse dal contratto causa un sinistro, per il proprietario sono dolori. La compagnia paga i danni all’altra auto, ma poi ha diritto a farsi dare un indennizzo: è una sorta di rivalsa o di franchigia fissa. Questa somma può essere di massimo 5.000 euro, ma anche di 20.000 euro. Talvolta, il risarcimento dovuto dal proprietario è totale: pertanto, se il sinistro è grave e ci sono feriti o morti, con lesioni da milioni di euro, il titolare del mezzo paga tutto.


Rca con “Guida esclusiva”: attenzione


Il rischio sale notevolmente se la Rc auto è con “Guida esclusiva” o “Unico guidatore”: se una persona diversa dal proprietario è coinvolto in un incidente, in caso di sinistro il titolare stesso paga le conseguenze. La compagnia risarcisce i danni, per poi rivalersi sul cliente, che dovrà risarcire l’assicurazione, in base all’ammontare della franchigia fissa, che può essere anche totale. Una rivalsa da milioni di euro è quindi in agguato.


Incauto affidamento: più complicato


Senza eccedere con gli allarmismi, ribadendo che siamo davanti a una prassi nuova (affitto casa col “bonus auto”), c’è un altro rischio: quello di dare la propria auto in prestito a una persona che magari non ha la patente B per le vetture. Oppure che ha conseguito la patente, ma gliel’hanno sospesa (per guida in stato alterato da alcol o droghe). O non l’ha rinnovata per una dimenticanza. Che succede se questa persona causa un incidente grave? Potrebbe anche configurarsi l’incauto affidamento a carico del proprietario: 389 euro di multa.