Una doppia prova tra l’asfalto della la giungla cittadina e il fango di un percorso in fuoristrada

I listini auto di mezzo mondo ormai fanno quasi sempre rima con “SUV”. Negli ultimi anni ne sono comparsi tantissimi e modelli con numerose primavere sulle spalle hanno visto cambiare forma e aspetto per conformarsi alla moda della guida alta da terra e qualche velleità fuoristradistica. Poi c’è chi l’offroad ce l’ha da sempre nel proprio DNA e da più di 50 anni non lo tradisce, come la Toyota Land Cruiser, storico fuoristrada giapponese in grado di attraversare indenne le varie mode del momento. Non per questo ha rinunciato ad evolversi di volta in volta, fino ad arrivare ai giorni nostri con uno stile ingentilito ma sempre funzionale alla marcia in fuoristrada e un abitacolo infarcito di tecnologia e comfort, per stare comodi a prescindere dal tipo di terreno affrontato.


Esploratori urbani


“Giungla urbana” è un termine forse abusato, ma che ben indica ciò che a volte si trova lungo tragitti asfaltati, con ostacoli di vari genere come dossi, buche, ingorghi e tanto altro ancora. Per affrontarli non basta essere Indiana Jones (o provare per lo meno ad assomigliargli), bisogna avere gli attrezzi giusti e in questi casi la tecnologia è di grande aiuto, con sensori e telecamere a vegliare su di noi. Come avviene sulla Toyota Land Cruiser che non rinuncia a un pieno high tech come Blind Spot Monitor, abbaglianti automatici, avviso superamento corsia, Pre-Crash System, riconoscimento segnali stradali, cruise control adattivo e lane departure alert. Viaggiare sicuri non basta, bisogna essere anche comodi e coccolati e la Land Cruiser lo fa con sedili ben imbottiti e (optional) regolabili elettricamente, impianto audio JBL con 14 casse, una qualità generale più che buona per materiali e assemblaggi.


James Bond del fango


La missione speciale della Toyota Land Cruiser però non si esaurisce sull’asfalto, anzi. La vera sfida è ingentilirsi nelle forme e nel comfort, senza dimenticare la propria storia. Come ad esempio in mantenere il telaio a longheroni, vero must per chi vuole avventurarsi in percorsi offroad. Un telaio che non penalizza la marcia su strada e che esalta la giapponese quando il gioco si fa duro e fangoso, con dislivelli che metterebbero in crisi qualsiasi SUV e ostacoli che solo una trazione integrale con 3 bloccaggi dei differenziali e marce ridotte può superare. Il merito è anche del 2.8 turbodiesel da 177 CV e soprattutto 450 Nm di coppia già a 1.600 giri. Poi, come se non bastasse, anche le forme sono funzionali alla marcia tra fango, pietre e ripidi saliscendi: 21 cm di altezza da terra per angoli di attacco, uscita e dosso rispettivamente di 31, 25 e 22 gradi. Il tutto, naturalmente, immersi nel comfort degno di una super berlina.

Toyota Land Cruiser, ci vuole stile per sporcarsi