Lunga ma non "pesante", la seconda generazione ha dettagli più curati e tanta tecnologia in più

L’Audi A7 Sportback è una di quelle auto che si potrebbero riconoscere anche bendati, complice il particolare andamento del tetto e del portellone. Farlo con la seconda generazione, sarà ancora più facile, perché gli stilisti dei Quattro Anelli hanno curato molto le superfici della carrozzeria e aggiunto nuove venature su cofano e fiancate, come abbiamo visto osservando l’auto dal vivo al Salone di Detroit. La A7 Sportback appare così ancora più curata e di qualità, come si conviene ad una vera ammiraglia.


L'ammiraglia per gli sportivi


In casa dell’Audi il ruolo dell’ammiraglia in realtà appartiene alla A8, da cui la A7 Sportback riprende però la base costruttiva, i motori e anche le tecnologie di bordo. Non è sbagliato considerarle una quella più classica ed istituzionale e l’altra quella più moderna e giovanile. La berlina sportiva è lunga 4,97 metri, ha il telaio MLB Evo a motore longitudinale e arriverà nei concessionari italiani a marzo 2018 con il motore a benzina 3.0 V6 TFSI da 340 CV, che permette all'Audi A7 di raggiungere i 250 km/h, accelerare da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi e consumare mediamente 6,8 l/100 km.


E' lunga ma parcheggia da sola


Dalla A8 riprende anche le innumerevoli tecnologie di bordo, come ad esempio le quattro ruote sterzanti, che aiutano a migliorare la guidabilità in curva e far sentir meno le dimensioni imponenti. A richiesta si potranno avere anche l’assistente di parcheggio e soprattutto il sistema mild hybrid (mHEV) a 48 volt, che recupera energia in frenata, facilita il veleggiamento a velocità costante e allarga il range di azionamento della funzione start&stop fino a 22 km/h, migliorando così le percorrenze al litro. In Italia costerà da 67.800 euro.

Nuova Audi A7 Sportback, la GT con lo stile di domani

Foto di: Fabio Gemelli