Frenate di fine anno per Italia, Francia e Regno Unito. PSA e Toyota in evidenza, FCA su di due posizioni

A dicembre 2017 le immatricolazioni di auto nuove in Europa hanno raggiunto quota 1.136.552 e segnato un calo del 4,8% (EU+EFTA) rispetto allo stesso mese del 2016. La contrazione è in parte dovuta al fatto che c’era un giorno lavorativo in meno, ma la ragione profonda è da cercare in una generale flessione dei mercati principali come l’Italia al -3,2%, la Francia che ristagna a -0,5% e la Germania a -1%, senza dimenticare l’ennesimo ribasso del Regno Unito a -14,4%. Unico Paese in controtendenza è la Spagna che segna a dicembre un +6,2%.


L'Italia guida la crescita


Andando invece ad analizzare l’intero anno 2017 vediamo che la crescita dell’auto in Europa continua, anche se con un tasso ridotto al +3,3% (15.631.687 immatricolazioni). Nell’arco dei dodici mesi la performance migliore è quella del mercato italiano che registra un 7,9%, seguita dalla Spagna (+7,7%) e dalla Francia a +4,7%. Dopo sei anni di crescita continua il Regno Unito registra invece il suo primo calo a quota -5,7%. Positivo invece il risultato dei Paesi Ue più giovani, quelli entrati in Europa dal 2004 in poi, che assieme chiudono il 2017 a +12,8%.


PSA e FCA salgono in classifica


Rimanendo sui dati annuali, quelli più utili per un confronto fra gruppi automobilistici, troviamo come da tradizione Volkswagen Group al primo posto con un +2,1%; dietro questo risultato positivo c’è però un -0,9% del marchio Volkswagen e un -0,5% di Audi, perdite compensate dal +6,4% di Skoda e dal +14,4% di Seat. I francesi di PSA, grazie all’acquisizione di Opel, si riprendono la seconda posizione lasciata lo scorso anno a Renault e portano a casa un +28,1%. Sopra la media sono anche Renault (+6,7%) ed FCA (+5,2%) che piazza un bel +29,5% con Alfa Romeo; il gruppo italo americano diventa così quarto in classifica guadagnando due posizioni a scapito di Ford (-0,3%) e BMW (+1%). Un 2017 da incorniciare è quello di Toyota (+12,4%) e Suzuki (+20,7%), decisamente meno memorabile per Honda (-11,8%).