L'Intelligent World Drive si è concluso al CES e ha mostrato quant'è difficile sviluppare un programma destinato a tutto il mondo

Chi ha guidato almeno una volta in California sa che nello stato è permesso svoltare a destra quando il semaforo è rosso. L’Australia invece è fra i pochi luoghi al mondo in cui i cartelli stradali integrano uno schermo a led. Per non citare il doppio significato delle strisce pedonali in Cina. Immaginate allora come devono sentirsi i programmatori incaricati di sviluppare i software per la guida automatizzata, che devono scrivere da zero un codice tenendo conto delle innumerevoli differenze fra un Paese e l’altro, a partire da quelle giuridiche fino al comportamento dei pedoni sulle strisce. Non a caso la Mercedes ha cominciato ad affrontare il problema e concluso poche settimane fa un tour mondiale insieme alla Classe S.


Un software, infinite variabili


Il test sperimentale si è concluso ad inizio gennaio al CES di Las Vegas e ha portato una Classe S di prova in ognuno dei cinque continenti, facendole “assaporare” diversi contesti stradali. La Mercedes ha organizzato questo lungo tour (chiamato Intelligent World Drive) per mostrare quanto sia complesso mettere a punto i software per la guida assistita o automatizzata, stando al resoconto del costruttore, che non dovranno tener conto solo di quello che avviene intorno all’auto ma anche dei diversi segnali stradali fra un Paese e l’altro, delle corsie riservati a certi tipi di vetture (in California ci sono quelle per le auto con almeno due passeggeri) e anche delle strisce pedonali: nelle città in Cina sono considerate normali attraversamenti pedonali, ma sulle strade di scorrimento indicano la distanza minima da mantenere.


Sperimentazioni su piccola scala


La Mercedes Classe S di prova è stata guidata per cinque mesi in Germania, Cina, Australia, Sud Africa e Stati Uniti. I programmatori dell’azienda tedesca dovranno mettere a punto algoritmi in grado di controllare l’auto nei frangenti standard (ad esempio nel traffico) e altri capaci di adattarsi alle regole del Paese in cui si trova l’auto, anche se queste non vengono rispettate altrove nel mondo: negli Stati Uniti ad esempio le auto che circolano nelle due direzioni sono obbligate a fermarsi se uno scuolabus sta facendo salire o scendere gli studenti. Ciò dimostra che è ancora lontano nel tempo l’arrivo di un software per l’autopilota funzionante ovunque nel mondo. Non a caso i primi test avvengono in alcune città all'interno della stessa nazione, ambienti più facili da controllare dove ci sono meno variabili da considerare.

Mercedes, tour di 5 continenti per la guida autonoma globale