Grazie ad internet, i raggiri sono sempre più sofisticati e difficili da identificare

Rc auto false: il web è terreno di conquista per chi organizza truffe ai danni degli automobilisti che, a causa del caro-polizze, sono attratti da prezzi bassissimi delle presunte assicurazioni temporanee. Chi le vende promette una copertura valida solo per pochi giorni, così da tenere molto basso il costo. Il guaio è che chi le compra circola senza copertura assicurativa obbligatoria: se causa un incidente, tutti i danni deve risarcirli di tasca propria. E così, se il sinistro implica lesioni fisiche gravi, ballano milioni di euro, da rimborsare. Vediamo allora le truffe delle Rc auto false più pericolose, e da che cosa stare alla larga.


Tris di pericoli


#1. La compagnia esiste, pare tutto in regola. L’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) segnala la commercializzazione di Rca contraffatte a marchio Helvetia Compagnia Svizzera di Assicurazioni SA, per il tramite del suddetto sito Internet. Nella homepage era pubblicata l’immagine contraffatta di una pagina dell’Albo delle Imprese dell’Ivass con informazioni sulla compagnia “Assicurazioni Monte - Agenzia di Assicurazioni”, impresa in realtà inesistente, nonché i dati identificativi di intermediari assicurativi regolarmente iscritti nel Registro unico degli intermediari - RUI, che hanno negato ogni coinvolgimento con l’attività posta in essere per il tramite del predetto sito. Pertanto, compagnia e broker sono anch’essi vittime. Come tutti gli automobilisti che hanno abboccato. Chi sente “odore di truffa”, per un prezzo troppo low cost o per altri motivi, chieda chiarimenti al contact center Ivass al numero verde 800 486661 (lunedì-venerdì 8.30-14.30). Oppure visiti gli elenchi delle compagnie esistenti e dei broker regolari sul sito Ivass, che contiene pure gli elenchi delle assicurazioni fasulle e di altre frodi.


#2. Il broker non c’è. Il problema si chiama europeaassicurazioni.it: l’Ivass segnala la promozione di polizze Rc auto, anche aventi durata temporanea, tramite quel sito Internet, che riporta il numero di iscrizione al Registro Unico degli Intermediari assicurativi (RUI) di un intermediario, regolarmente iscritto. Ma questi ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite il sito medesimo. L’Ivass ha accertato che l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso tale sito è irregolare e, conseguentemente, ne ha chiesto l’oscuramento alle Autorità competenti. Chi incappa in broker farlocchi controlli che esistano davvero sul sito Ivass.it


#3. Il portale online per la verifica: occhio. Il sito coperturaveicolo.it è un falso sito per il controllo delle coperture Rc auto. Non è attendibile neppure per le Rca temporanee. Il fatto è che questo è stato impiegato per attestare falsamente l’autenticità di polizze contraffatte promosse e commercializzate tramite siti non riconducibili a intermediari assicurativi iscritti nel Registro Unico. Addirittura, per avvalorare le informazioni, nell’homepage del sito appare un presunto copyright “Ania Italia”. Ma l’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) ha formalmente disconosciuto la titolarità del sito. Pertanto, l’Ivass ha chiesto l’urgente oscuramento del sito alle Autorità competenti. I consumatori possono verificare la copertura Rca nel Portale dell’automobilista, dove ci sono i servizi di e-government del ministero dei Trasporti. Il “trucco” messo in piedi era diabolico: la Rca temporanea falsa, emessa da un intermediario farlocco con il nome di una compagnia inesistente, ma sul sito fasullo coperturaveicolo.it le auto con quelle polizze risultavano vere. Massima cautela: informarsi sempre presso l’Ivass. E per cercare gli sconti veri, ecco la guida, utile specie a chi ha avuto aumenti.


Carta ricaricabile e Facebook: occhio alla coppia


Come se non bastasse, va forte anche la truffa del pagamento della Rc auto a favore di carte di credito prepagate, ricaricabili o a favore di conti bancari (anche online). Il guaio è che il beneficiario è un intermediario falso, che vende Rca fasulle di compagnie inesistenti, magari anche tramite un profilo Facebook, creato ad arte dai malviventi. In genere, gli importi richiesti sono minimi (Rca temporanee), per non dare troppo nell’occhio e per far sì che, scoperta la truffa, l’automobilista non si danni l’anima per recuperare il maltolto. In ogni caso, i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari che esercitano l’attività tramite internet devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario, nonché l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; e anche il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, più l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.