Per il rimborso Rc auto non serve l’esame del macchinario

Incidenti Rc auto: pesantissima la sentenza della Cassazione numero 1272/2018. Questa segna un punto a favore degli automobilisti danneggiati dopo un sinistro di cui sono vittime: il classico esempio è il colpo di frusta dopo aver subìto un tamponamento. La Corte Suprema stabilisce ora che, per accertare una lesione fisica lieve (con percentuale di invalidità inferiore a 9 punti su 100), è sufficiente la valutazione del medico legale. È l’uomo, lo specialista, con la sua esperienza e perizia, con la sua sensibilità, a capire se ci sia in effetti una ferita tale per cui il danneggiato abbia diritto al risarcimento da parte della compagnia, equo e rapido. Ma perché mai la Cassazione è arrivata a sancire un principio che ai più pare logico?


I furbetti del colpo di frusta


Tutto nasce nel 2012, quando arriva una legge fortemente voluta dalle compagnie. Una norma tuttora soggetta a varie interpretazioni. Stando alla versione di alcune assicurazioni, con queste regole il danneggiato ha diritto al risarcimento delle lesioni lievi solo a una condizione: queste devono risultare dai referti dei macchinari. Tecnicamente, si parla di accertamento clinico-strumentale per dar luogo al rimborso del danno biologico. Non basta che sia il medico legale a stabilirlo. L’obiettivo, almeno in teoria, sarebbe quello di eliminare le truffe messe in piedi da chi inventa incidenti e lesioni, finge di avere dolore e ottiene il rimborso in modo fraudolento. Sarebbe insomma una norma contro i furbetti del colpo di frusta farlocco.


La battaglia delle lesioni lievi


Una interpretazione della norma contestata da più parti. In particolare, dall’Unarca (l’Unione avvocati responsabilità civile assicurativa), secondo cui la rigorosa valutazione del medico legale è da sempre prova idonea della lesione: “Serve rigore, per combattere le frodi, che ci sono e vanno estirpate, anzitutto con il lavoro delle compagnie”. E ora la Cassazione dà pienamente ragione ai legali: il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, e non può essere limitato. Occorre l’esperienza clinica dello specialista, che fornisca una conclusione scientificamente documentata e giuridicamente ineccepibile. Tutto risolto, allora? In realtà, fa sapere l’Unarca, “la battaglia delle lesioni lievi andrà avanti per chissà ancora quanto tempo. Se l’automobilista desidera far valere le proprie ragioni, per ottenere un risarcimento equo e rapido delle lesioni, è bene che valuti l’opportunità di affidarsi a un esperto”.