In caso di precipitazioni, gli spazi di frenata si allungano e la visibilità cala. Bisogna adeguare velocità e distanza di sicurezza

Previsioni meteo: l’anticiclone delle Azzorre proteggerà l’Italia fino a oggi, giovedì 25 gennaio. Dopodiché, il nostro Paese subirà l’attacco di pioggia e neve provenienti dal Centro Europa verso la parte Nord dello Stivale. Piogge in arrivo anche in Toscana, e poi neve sull’arco alpino. In breve, precipitazioni al Nord e al Centro nel weekend. Come noto, per chi va in auto ed è costretto a guidare sotto la pioggia cambia parecchio: la sicurezza diminuisce, perché gli spazi di frenata si allungano e la visibilità cala. Proprio per questo, il Codice della Strada impone regole differenti in base al meteo.


Le regole


#1. I limiti di velocità in base al meteo. Fuori città, i limiti di velocità cambiano in funzione delle condizioni del tempo. In generale, la velocità massima non può superare i 130 km/h sulle autostrade e i 110 km/h sulle strade extraurbane principali. Ma, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura (pioggia, grandine, neve), il limite scende a 110 km/h sulle autostrade e a 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Un taglio di 20 km/h per migliorare la sicurezza. Non solo: il gestore della strada è poi libero di abbassare ulteriormente i limiti, in base alle caratteristiche del tratto e alla prevalenti condizioni meteo. È tutto scritto nell’articolo 142 del Codice della Strada.


#2. Fra verbali e omicidio stradale. Le multe per chi supera il limite dipendono dall'eccesso di velocità e sono composte di diversi elementi. Semplificando, il minimo è di 41 euro per chi supera il limite di non oltre 10 km/h; arrivano a 821 euro per chi oltrepassa il limite di oltre 60 km/h. In più, si ricordi che da marzo 2016 chi causa un incidente con lesioni da oltre i 40 giorni di prognosi, può essere accusato di omicidio e lesioni stradali. Idem chi, procedendo in un centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, oppure su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima, causa la morte di una persona. Senza contare il ritiro della patente.


#3. Piove? Aumentare la distanza di sicurezza. Non ci si aspetti una regola con numeri precisi: la legge non impone una distanza di sicurezza numerica, indicando i metri, quando piove. In generale, durante la marcia, i veicoli devono tenere, rispetto al mezzo che precede, una distanza di sicurezza tale da garantire l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con chi è davanti: lo dice l’articolo 149 del Codice della Strada. Il guidatore deve regolarsi in base a numerosi fattori, come il tipo di vettura e di pneumatici, le condizioni della strada, la qualità dell'asfalto e il traffico. Occorre poi valutare le condizioni psicofisiche del guidatore (anche in quel preciso istante), così come i tempi di reazione. In teoria, chi non rispetta la distanza di sicurezza subisce una multa di 41 euro, col taglio di 3 punti-patente: nella realtà, si tratta di verbali rarissimi. Per chi causa un incidente senza rispettare la distanza di sicurezza, la multa è di 80 euro e 5 punti in meno. Tuttavia, anche in queste situazioni, in caso di feriti gravi, può subentare l’omicidio stradale.


Come misurare la distanza di sicurezza


Ma come tradurre in metri la regola della distanza di sicurezza? Solo per dare un’indicazione, a 50 km/h la distanza di sicurezza minima è di 25 metri, mentre a 90 km/h sale a 40 metri. Infine, a 130 km/h, serve una distanza di 130 metri. Oppure, ci si può grosso modo regolare così: la distanza la si ottiene dividendo la velocità per 10 e facendo il quadrato del valore ottenuto. Un esempio: vai a 90 km/h? Dividi per 10 e avrai 9, il cui quadrato è 81: ecco la distanza di sicurezza, in metri. Se piove, gli spazi di frenata si allungano e la distanza di sicurezza deve crescere.