È dal 2010 che si parla di multe via Posta Elettronica Certificata (PEC); finalmente il decreto del ministero dell’Interno del 18 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 12 del 16 gennaio, segna il via alla rivoluzione. Parliamo dello strumento che consente di inviare e ricevere messaggi di testo e allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento: così, si può dialogare con tutti gli uffici della pubblica amministrazione direttamente via mail senza dover più produrre copie di documentazione cartacea e presentarsi agli sportelli. I benefici per le multe via PEC sono concreti e immediati: è tutto più facile e snello. In più, c’è il risparmio sulle spese di spedizione della raccomandata. Tuttavia, permane qualche problema.


Fra date e obblighi


Sul decreto che introduce la PEC per le multe, in chiusura, non c’è una data specifica di entrata in vigore. Se devono passare 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, allora i verbali via PEC partono a febbraio, ma sul punto non c’è certezza. Poniamo che l’inizio delle multe via PEC sia febbraio: che cosa accade se un Comune invia una multa per raccomandata? C’è il rischio che l’amministrazione venga accusata di danno erariale. Infatti, anche prima del decreto i Comuni e altri enti potevano inviare le multe via PEC: adesso questa facoltà è un obbligo. Se questo non viene rispettato, in qualche modo il Comune potrebbe pagarne le conseguenze.


Dove scovare l'indirizzo


Ma come fanno i Comuni a scovare la PEC del multato? Vanno a scartabellare anzitutto nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE): lo dice il decreto legislativo 217/2017 in vigore dal 27 gennaio 2018. Gestito dal ministero della Giustizia, contiene i dati identificativi e l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata dei soggetti abilitati esterni: appartenenti a un ente pubblico; professionisti iscritti negli albi ed elenchi istituiti con legge; ausiliari del giudice non appartenenti a un ordine di categoria. Ma è possibile che sia necessario fare anche ulteriori ricerche in altri registri.


Se il trasgressore non viene fermato


Non ultimo, c’è il problema della multa per infrazione rilevata con autovelox o telecamere (ai semafori e ZTL): è la notifica differita, col guidatore non fermato subito (contestazione immediata). La procedura non sarà per niente facile, nonostante l’obiettivo della multa via PEC sia quello di semplificare la materia: le Forze dell’ordine dovranno interrogare la Motorizzazione per capire chi è il proprietario dell’auto. È lui che dovrà riceve il verbale via PEC. Non resta che attendere per capire se la pubblica amministrazione si organizzerà bene, e in breve tempo. Ricordiamo che qualsiasi vizio di forma (inclusi i tempi di notifica) potrà essere contestato tramite ricorso al Giudice di Pace.