La prima è nata a Milano e non mette più al centro l’auto, ma persone e tecnologia

Negli ultimi anni le auto si sono evolute. Sono diventate una sorta di computer su ruote, infarcite di tecnologie per la sicurezza e la connettività. Radar e telecamere in ogni dove, con abitacoli che sono un fiorire di monitor di ogni misura e foggia a mostrare innumerevoli informazioni. Ci sono anche prototipi in grado di guidarsi da soli, senza che l’uomo debba occuparsi di gestire alcun tipo di comando. Bello e affascinante. Purtroppo però l’evoluzione delle concessionarie non va di pari passo. Saloni ripieni di batterie di modelli a fare bella mostra di sé, con venditori dietro a scrivanie ricolme di fogli e visitatori a volte smarriti in questi spazi. Qua e là però fioriscono nuovi modelli di concessionarie, slegati dal vecchio modello. Come ad esempio il Volvo Studio di Milano, la concessionaria 3.0 secondo la Casa svedese.


Made in Italy


Un’idea nata e cresciuta in Italia e che trova la sua prima applicazione nel capoluogo lombardo, all’ombra della Torre Unicredit e del Bosco Verticale. Una zona in fermento che negli ultimi anni ha visto nascere palazzi e piazze nuove, con sempre più aziende pronte a trasferirsi lì (Google Italia, giusto per fare un esempio). Il Volvo Studio è proprio lì, in un cubo di vetro che, una volta varcata la soglia, quasi ci teletrasporta in Svezia, con il suo arredamento di legno e granito, sovrastato da un soffitto composto da una miriade di LED. Qui ci sono sedie, tavolini, comode poltrone, un bancone da bar e grossi schermi. Ah si, ci sono anche delle auto. Ma non sono il cuore di questo spazio. Sono una sorta di contorno. Al centro ci sono persone e tecnologia.


Realtà virtuale


Entrando ci si potrebbe imbattere in una mostra d’arte, in una riunione di qualche azienda o ancora in un gruppo di signore intente a sorseggiare un thè. Quanto di più lontano ci possa essere dall’idea di concessionaria che tutti noi abbiamo. Certo, si possono vedere le auto (qui è alberga quella che, attualmente, è l’unica Volvo XC40 presente in Italia e una delle poche in Europa). Si possono toccare con mano. Ma non c’è tutta la gamma della Casa. O meglio, c’è ma non in forma fisica. Per vederla ci si affida a un grosso monitor touch che permette di configurare dalla V40 alla XC90. Se poi si vuole (ed è un’esperienza da provare) si possono provare alcuni sistemi di sicurezza di Volvo. Basta indossare un visore per la realtà virtuale, impugnare un controller e ci si ritrova proiettati tra le strade di Stoccolma o nella taiga scandinava. Oppure ci compare davanti una XC60 nuova di zecca, alla quale possiamo cambiare cerchi e colore o accomodarsi al suo interno. Quest’ultima tecnologia è ancora allo stadio embrionale, ma in futuro permetterà di andare oltre al configuratore, permettendoci di guardare in tre dimensioni l’auto che abbiamo appena scelto.


Il futuro è adesso?


È affascinante il Volvo Studio e secondo la Casa svedese tutte le concessionarie di domani saranno così. Per ora apriranno nuovi spazi a New York e Tokyo, per poi (non sappiamo quando) conquistare il resto del mondo. Una sfida di certo non facile e che richiederà, oltre a investimenti di certo non indifferenti, anche un cambio di abitudini da parte dei clienti. Forse i millenials saranno maggiormente affascinati, mentre chi ha ormai ben più di qualche capello grigio sulla testa potrebbe archiviare il tutto come “diavoleria tecnologica” e cercare classiche concessionarie con auto in carne ed ossa. E voi da che parte state?

Volvo Studio, benvenuti nella concessionaria del futuro