E così sarà finché la responsabilità rimane all'uomo, nonostante Tesla parli di "guida autonoma"

Ogni volta che una Tesla rimane coinvolta in un incidente, subito in rete si scatenano discussioni. E' di qualche giorno fa un nuovo "caso" (le virgolette sono obbligatorie, visto che di caso non si tratta, in realtà, se non fosse che se ne è parlato tantissimo) che fa seguito, fra l’altro, a quello più noto, che negli Usa coinvolse nel 2016 una Tesla Model S. Nel 2017, la Commissione Trasporti statunitense (NHTSA) emanò il vedetto: la causa della morte di Joshua Brown (guidatore della Model S) fu anche l’eccessiva fiducia del conducente nel sistema Autopilot, che non vide un autoarticolato confondendolo, con il cielo all’orizzonte. Ora è accaduto qualcosa di analogo: in California, a Culver City, una Model S non è stata in grado di evitare un camion dei Vigili del Fuoco fermo nella corsia di emergenza con i lampeggianti accesi. In entrambi i casi, è bene ribadirlo, l'unico e vero responsabile è il guidatore. Ecco, a voler cercare una responsabilità di Tesla, questa si trova non tanto nella tecnologia in sé, quanto nella comunicazione fuorviante dell'azienda, che sul suo sito parla esplicitamente di "Guida Autonoma".


Due possibilità


Con l’Autopilot inserito, in teoria, la Tesla Model S avrebbe avrebbe dovuto fare una di queste due scelte: frenare per tempo, fermandosi dietro il mezzo dei pompieri; oppure evitare il mezzo, cambiando traiettoria d’improvviso, ma sempre in sicurezza. Siccome però, almeno per il momento, siamo ancora al livello della guida assistita, nessuna obiezione tecnica può essere mossa al sistema di Tesla, che ha sbagliato i calcoli ma su cui doveva sorvegliare il conducente. Il sindacato dei pompieri della cittadina californiana di Culver City, infatti, ha confermato via Twitter l'ammissione del guidatore di viaggiare con l'Autopilot inserito al momento dello schianto della vettura della Casa di Elon Musk contro il veicolo. La vettura, raccontano gli stessi agenti, viaggiava a 65 miglia orarie prima dell’impatto, ma attenzione: non si hanno informazioni precise sulla frenata effettuata in automatico dall’Autopilot. Frenata che, presumibilmente, c'è stata: diversamente, un impatto a oltre 100 km/h contro un camion fermo avrebbe avuto conseguenze devastanti, ben più gravi di quelle che potete vedere qui sopra. Nonostante lo scontro sia stato comunque piuttosto violento e abbia distrutto la parte anteriore della vettura, il guidatore e gli agenti sul mezzo non hanno riportato traumi tali da richiedere il ricovero in ospedale (tuttavia, va detto che le lesioni potrebbero anche emergere in seguito, come accade per il colpo di frusta).


La difesa del Costruttore


Dopo l’incidente e le immediate polemiche su Internet, Tesla ha dichiarato l'importanza di utilizzare l'Autopilot solo in presenza di guidatore attento: tutto questo è scritto nel manuale di utilizzo della Model S. Il problema, proprio come nei precedenti sinistri e come già scritto sopra, sta nei messaggi che l'azienda di Palo Alto diffonde sul proprio sito: “Guida autonoma disponibile sulla tua Model S”. L’Autopilot è un sistema di ausilio alla guida che mantiene la posizione del veicolo in corsia e adatta la velocità del veicolo al traffico circostante. La Tesla è un’auto elettrica ultra-sofisticata, ma non è l’auto elettrica che va da sola.


La verità sta nel mezzo


Da una parte, le esigenze di marketing pesano parecchio, come spesso accade per qualsiasi azienda che lancia un prodotto: l’obiettivo è rendere affascinante una tecnologia. Per farlo, si tende a lanciare un messaggio o uno slogan che rispondono solo in gran parte al vero, ma non del tutto. Questo talvolta crea attese irrealistiche in una fetta di consumatori. Dall’altra, troppi guidatori, convinti di aver comprato un oggetto che può fare tutto da sé in qualsiasi contesto, si affidano al 100% all’Autopilot, non rispettando le indicazioni della Casa. Che nel manuale di utilizzo sono chiare: il conducente deve essere sempre vigile, pronto a intervenire. L’Autopilot è quindi un prezioso e sofisticato ausilio alla guida, ma non è la macchina robot che viaggia da sé. Un po’ come accade per altre vetture ad elevatissimo contenuto tecnologico, come l’Audi A8. È ovviamente anche il venditore che, di volta in volta, dovrà specificare con chiarezza quali siano le funzioni dell’Autopilot e i suoi relativi limiti.

Tesla, come va l’ultima versione dell'Autopilot [VIDEO]