Tre milioni di veicoli non assicurati, nonostante i nuovi sistemi di controllo. Ecco come tutelarsi

Crisi e disoccupazione hanno effetti nefasti anche a livello di Rc auto obbligatoria: stando ai dati Ania (Associazione delle compagnie) appena resi noti, si stima che nel 2016 addirittura 2,9 milioni di veicoli, pari al 6,7% del totale dei mezzi circolanti, non avessero la copertura assicurativa imposta dalla legge. Un’evasione Rca enorme, come emerge dalla raccolta di informazioni a livello provinciale desunte da Polizia Stradale, Comuni, Polizia municipale: questi dati sono stati incrociati con quelli della banca dati Ania. È vero che c’è un lieve calo: nel 2015 erano 3,4 milioni i veicoli non assicurati, contro i 3,9 del 2014, i 3,5 del 2013 e i 3,1 del 2012. Ma il fenomeno era e resta preoccupante. Specie al Sud, dove le Rca sono più costose: su 100 auto, almeno 10 sono senza polizza. Nel Centro si passa al 6,6%, mentre al Nord si è al 4,3%.

Il fattore chiave

Ma perché si è passati da 3,4 milioni di auto non assicurate nel 2015, a 2,9 milioni del 2016? Secondo l’Ania, ha inciso la dematerializzazione del contrassegno di assicurazione (ora elettronico), entrato in vigore nell’ottobre 2015: permette di verificare la regolarità della copertura assicurativa dei veicoli in modo automatico direttamente dalle Forze dell’ordine su strada: basta consultare un archivio informatico dove sono memorizzate le coperture Rca di tutti i veicoli.

Controlli elettronici

Un altro passo avanti verrà fatto se e quando diventerà effettiva l’altra tipologia di controllo prevista dalla legge 27 del 2012, attraverso apparecchiature che effettuano l’accertamento da remoto (tramite la lettura delle targhe in circolazione mediante dispositivi telematici di rilevazione a distanza). Ma sui controlli elettronici resta il caos. Non è stata infatti ancora emanata la normativa che definisce le caratteristiche di tali sistemi di rilevamento a distanza e le modalità di attuazione del sistema: con autovelox e Tutor, quindi, nessuna multa dovuta alla Rca.

Pirati in agguato

Pertanto, il fenomeno dell’evasione Rc auto resta drammatico. Basti pensare a chi, sapendo di guidare senza polizza, causa un incidente e scappa, trasformandosi in pirata della strada. Così la vittima del sinistro resta senza soccorso, con la possibilità che le lesioni fisiche riportate nell’impatto si aggravino. Pericolosissimo poi il comportamento del pirata in fuga, che viene indotto dall’ansia di non farsi acciuffare a commettere altre gravi infrazioni: eccesso di velocità, passaggio col semaforo rosso e in generale una guida a rischio.

Come difendersi

Il problema riguarda anche chi, perfettamente in regola con la Rca, subisce un incidente, causato da una vettura senza copertura. In caso, occorre chiamare le Forze dell’Ordine: preziosissimo il verbale di incidente da cui emerge chi è la vittima del sinistro. Dopodiché, occorre avvisare il proprio assicuratore e rivolgersi al Fondo di garanzia per le vittime della strada. Per presentare la domanda di rimborso, si deve generare il modulo di richiesta di risarcimento. Un consiglio: è bene farsi aiutare dalla propria compagnia. Se il sinistro è complesso (dinamica strana, responsabile che non ammette la colpa), si valuti l’opportunità di avvalersi di un legale. Comunque, è indispensabile inviare per raccomandata la prima copia del modulo firmato, con tutti gli allegati, all’impresa designata competente, indicata nel modulo in base alla regione di accadimento del sinistro. Infine, inviare la seconda copia del modulo firmato e scannerizzato dal richiedente, senza alcun allegato, all'indirizzo pec: richiestedirisarcimento@pec.consap.it. I tempi dell’indennizzo? Imprecisati. Il guaio è che occorre provare di aver subìto il danno.