La casa di Inwill presenta via web la sua C37, la prima con le effigi del Biscione di Milano

La stagione 2018 del campionato del Mondo di Formula 1 vedrà il ritorno ufficiale di Alfa Romeo all'interno del circus iridato. Che il Biscione, in quello che sarà un ingresso in grande stile, susciti interesse di appassionati e non è un qualcosa di lapalissiano, al netto di una sponsorizzazione già presente dal 2015 sull cofano del Cavallino Rampante. Il primo lancio di un legame nato tra Sauber e la casa milanese è avvenuto con una show car - verosimilmente la Sauber del 2013 - per presentare l'accordo ed i piloti. Il prossimo 20 Febbraio invece avverrà il vero e proprio reveiling della vettura che si schiererà a Melbourne per il campionato 2018 con Marcus Ericcson e Charles Leclerc, giovane prospetto Ferrari Driver Academy con i vessili di Maranello nel mirino. Insomma, anche se di corse si occupano i nostri cugini di Motorsport.com, l'evento di presentazione riveste un'importanza particolare anche per noi. 


Aristocrazia milanese


E' una partnership evidentemente particolare quella tra al scuderia elvetica ed il Biscione, al netto di voci e chiacchiere rincorse tra chi ancora storce il naso in seno ad una crociata purista, e chi invece accetta di buon grado il ritorno del marchio, seppur in questa veste. Inutile negarlo: definire questo come "il ritorno di Alfa Romeo" in Formula 1 suona leggermente troppo forte, un minimo stonato, considerando come i libri di storia della Formula Uno raccontino l'epopea di una casa Milanese protagonista effettiva con piloti come Giacomelli, De Cesaris o gli stessi Andretti e Cheever. Questo senza dimenticare il suo ruolo agli albori di una Formula uno in fasce con Fangio, Farina, Fagioli o Taruffi. Un accordo da main sponsor - perchè di questo si tratta - al momento viene visto come un qualcosa di "impuro"


Una storia italo-tedesca


Strappa oltretutto un sorriso il legame con Sauber. La scuderia elvetica in effetti, negli ultimi anni si è legata a doppia mandata al Cavallino, ma storicamente, la compagine di Peter Sauber con base ad Inwill ha avuto un DNA fortemente legato alle case tedesche e, sopratutto a Mercedes. Gli inizi con i prototipi, l'evoluzione con quella C7 a motore BMW con cui corse Le Mans, o la stessa storica C9 che conquistò la Sarthe legata ai motori di Stoccarda, sono elementi vivi e caratterizzanti della storia di Sauber. Nella massima Formula, il cammino del costruttore si legò maggiormente invece a Maranello dopo l'inizio con Stoccarda. Famosi i proulsori rimarchiati Petronas a partire dal 1997. Gli anni di BMW poi permisero un ulteriore salto con il lancio anche di Kubica nel firmamento mondiale. Un salto divenuto strapiombo quando l'Elica decise di mollare il circus iridato.


Il matrimonio con il Biscione


Dunque il ritorno al Cavallino ed ora, l'approdo di Alfa Romeo in un accordo voluto dalla nuova proprietà che, appena insediatasi, ha sollevato dall'incarico la Kalterborn e rotto il contratto con Honda che avrebbe dovuto portare i motori del Sol Levante ad Inwill proprio a partire da quet'anno. Ed invece, il matrimonio è giunto con Alfa Romeo; sarà un legame che andrà oltre la titolazione e la colorazione della monoposto? Questo, per ora non è dato saperlo, anche se "demonizzare" questa operazione non porta ad alcuna convenienza. Un marchio glorioso torna a far parlare di se in un'opera di risutrutturazione che lo stesso Marchionne continua a spingere. Nel frattempo, la C37 - la dedica della vettura da parte del sempre signorile Peter nei confronti della moglie Christiane - ha superato i crash test di omologazione della FIA. Il Biscione sta tornando: appuntamento al 20 Febbraio.

Alfa Romeo torna in Formula 1

Foto di: Francesco Stazi