Il nuovo razzo di SpaceX è decollato, direzione Marte, portando con sé una Tesla Roadster

Un domani forse Elon Musk abbandonerà la sua carriera da imprenditore e si lancerà nel mondo dell’insegnamento, magari nella facoltà di economia, magari insegnando marketing. Potrebbe far nascere così altre menti “diaboliche” come la sua, capaci di trasformare in evento di pubblicità anche un lancio spaziale. Perché ciò che è successo ieri è la sublimazione della comunicazione. Un ripasso per chi non fosse stato attento: come anticipato un paio di mesi fa ieri da Cape Canaveral è partito il Falcon Heavy, il più grande razzo mai mandato in orbita, progettato da SpaceX, l’azienda specializzata in lanci spaziali fondata da Elon Musk. Quale occasione migliore per mettere al centro dell’attenzione non solo il decollo del super razzo, ma anche la Tesla Roadster? Esatto, nessuna, ed ecco quindi che sulla punta del Falcon Heavy, spinto da 27 motori Merlin, faceva bella mostra di sé la sportiva elettrica firmata Tesla. Gioco, partita, incontro.


Il trionfo del nerd


Ultimamente le cose per Tesla sembravano non girare benissimo, con un nuovo incidente, le consegne della Model 3 in forte ritardo e voci di conti non esattamente a posto. Momenti di certo non rosei che non hanno però piegato Elon Musk, capace di dare vita a un “effetto wow” più unico che raro. Un evento studiato fin nel minimo particolare con una regia in stile Hollywood e nemmeno un particolare lasciato al caso. Telecamere su telecamere a riprendere il lancio del Falcon Heavy, diretta in streaming su Facebook e Youtube e alcune chicche come “Space Oddity” di David Bowie sparata a mille dalle casse della Tesla Roadster, un manichino chiamato Starman vestito da astronauta e un cartello con sopra scritto “Don’t panic” (ripresa dal libro “Guida Galattica per autostoppisti”, sistemato nel cassetto porta oggetti assieme a un asciugamano, anch’esso ripreso dal libro di Douglas Adams). Il trionfo dell’anima nerd di Elon Musk. Un lavoro che ha richiesto studi tecnici particolari: per rispettare gli standard di sicurezza infatti alla Tesla Roadster sono stati tolti vetri e batterie e sottostare alle rigide regole imposte dalla FAA (Federal Aviation Administration) l’orbita non dovrà essere troppo vicina a quella di Marte, per evitare di contaminare la superficie del pianeta rosso. Ciò che può sembrare un "semplice" 


Comunicazione spaziale


Qualche mese fa si parlava di “armi di distrazione di massa” in relazione alla nuova Tesla Roadster e il camion Semi, due novità capaci di entusiasmare ma il cui effetto wow si è ormai esaurito. Ecco allora un nuovo evento che nessuna Casa automobilistica al mondo si può permettere, un evento fine a sé stesso ma capace di cancellare (fino a chissà quando) i problemi di Tesla. Ora la Tesla Roadster viaggia nello spazio, direzione orbita di Marte, per un’operazione di marketing dalla portata galattica. Bisognerà vedere come risponderanno i mercati e se queste operazioni ad effetto riusciranno a tenere a galla un’azienda che guarda sì al futuro, ma forse troppo lontano. O forse no...


 



Una Tesla Roadster nello spazio




Alla fine è successo davvero: Elon Musk ha mandato nello spazio una Tesla Roadster grazie al lancio inaugurale del Falcon Heavy, il gigantesco razzo spaziale di SpaceX. Ora la sportiva elettrica punterà verso l'orbita di Marte, dove passerà il resto dei suoi giorni.

La Tesla Roadster nello spazio vista dall'abitacolo




Le riprese in soggettiva di Starman, il manichino alla guida della Tesla Roadster lanciata verso l'orbita marziana a bordo del Falcon Heavy, il nuovo razzo di SpaceX, l'azienda specializzata in lanci spaziali di fondata da Elon Musk.

Elon Musk manda una Tesla su Marte: è il primo space-spot automobilistico