Trentacinque anni fa il lancio della piccola del Lingotto. Oggi la criticata elettrica di Musk ne prende il testimone...andando oltre

Gianni Agnelli subiva un fascino particolare dagli Stati Uniti d'America. L'Avvocato era di casa su quella Costa Atlantica che considerava culla evolutiva e florida di idee, intuizioni, evoluzioni. Un'attrazione quasi magnetica a cui cedeva ogni volta potesse, nonostante la sua enorme fobia data dal Concorde. D'altro canto però, quella modernità strabordante secondo cui l'America "era entrata per prima nel ventesimo secolo" sembrava essere un traino anche sociale da cavalcare per il lancio di quella piccola Fiat Uno su cui pesava un nuovo corso storico per il Lingotto, curiosamente fuori dagli Stati Uniti. Ed allora, mentre a Mirafiori e Rivalta la produzione era già avviata, Vittorio Ghidella promosse l'idea: presentare la piccola Uno a Cape Canaveral, in contemporanea al lancio del Challenger nello spazio. Un evento mastodontico, ma Ghidella sapeva che, come in una partita a Poker, era il momento di andare All In, giocarsi tutte le proprie carte per rilanciarsi. Era il 19 Gennaio del 1983.


Corsi e Ricorsi


Fu un lancio che ancora oggi viene raccontato tra i più spettacolari e preminenti della storia dell'Automobile. La Fiat Uno aveva carezzato lo spazio, e pazienza se il Challenger slittò il suo lancio a Febbraio. Tanto bastò quella vicinanza, oltre alla prova sulla pista di Daytona, per dare lustro e trainare delle vendite che, per la situazione politica e per l'epoca furono un segnale enorme. Fu una rivoluzione in un Mondo non globalizzato. Trenta e oltre anni dopo, il legame tra Fiat e gli Stati Uniti è a doppia mandata, in un mondo, come quello dell'automotive che cerca di varcare nuove frontiere su questa Terra. Basti pensare all'elettrico, su cui lo stesso Marchionne ha invitato fortemente alla calma, considerando anche il ritardo del Lingotto su questo campo. Nuove frontiere che, un sognatore come Musk invece ha voluto varcare con la propria Tesla, ma non solo.


Passaggi di testimone


Musk è un vorace lettore, un personaggio istrionico oltre ad essere un imprenditore capace di ragionare fuori da ogni canone, capace di realizzare progetti considerati dai più folli. L'auto elettrica, il progetto spaziale, la Giga Factory, son tutte realizzazioni in cui ha creduto sfidando dubbi e critiche altrui. Ultimamente però le cose non andavano per il verso giusto, dunque serviva - come per Fiat oltre trent'anni fa - un rilancio, un qualcosa in grande stile. Ed allora, perchè non raccogliere quell'eredità comunicativa per mettere in piedi un progetto ancor più grandioso? Ecco il colpo di genio, completamente fine a se stesso, totalmente inutile, evidentemente inarrivabile per qualsiasi altra casa automobilistica, e per questo follemente geniale: lanciare una propria auto nello spazio. E' il trionfo, anche perchè, raccoglie quel testimone ideale lanciato proprio da Fiat 35 anni fa, andando oltre. Un testimone preso proprio a quella Fiat odierna che ha criticato e spinto sul freno riguardo il mondo dell'elettrico nel settore automotive, ritenendolo ancora non pronto. Nomen Omen, nello spazio oggi c'è una Tesla, la massima impersonificazione dell'auto elettrica. Riuscite a coglierne la sottile ironia?

Ironia della storia, dalla Fiat Uno a Cape Canaveral all'elettrica Tesla nello spazio