Dal 6 agosto Chris Urmson non lavora più al progetto, dopo averlo fatto nascere e crescere. Altri due colleghi potrebbero seguirlo

Chris Urmson pubblica da maggio 2015 una serie di articoli sul social network Medium, intitolati “La visuale dal sedile anteriore dell’auto senza conducente di Google”, nei quali racconta aneddoti e fornisce curiosità a proposito del suo lavoro: l’ingegnere è responsabile tecnico del progetto Google Self-Driving Car. In realtà lo era, perché ha annunciato di voler rinunciare al proprio incarico e dedicarsi ad una nuova avventura professionale. La decisione viene motivata fra le righe dell’ultimo post, datato 6 agosto, nel quale Urmson ripercorre i momenti più significativi del suo lavoro (iniziato nel febbraio 2009) e confessa la propria soddisfazione nell’aver contribuito a sviluppare un progetto tecnico di tal valore.


Progetto nato da zero


Urmson ricorda quando arrivò a Google, più di sette anni fa, quando il primo obiettivo fu quello di portare una specifica Toyota Prius a guidare in modalità autonoma per 100.000 miglia (160.000 chilometri). “Come i primi chilometri percorsi da un teenager inesperto – è scritto nel post –, anche le nostre uscite iniziali non andarono del tutto lisce”. Le 100.000 miglia sono diventate presto 500.000 (800.000 chilometri) e oggi hanno oltrepassato quota 1,8 milioni (2,88 milioni di chilometri). Da allora le automobili prive di conducente hanno imparato a riconoscere ciclisti e pedoni, occupando la strada in maniera più consapevole rispetto alle prime interpretazioni e assumendo un aspetto del tutto inedito. Si è inoltre avvicinato il momento dell’arrivo in commercio: la tecnologia, infatti, verrà montata - grazie ad un accordo con FCA - per prima sulla Chrysler Pacifica.


L’area software perde pezzi?


L’ingegnere è stato ringraziato via Twitter da John Krafcik, numero uno del progetto Google Self-Driving Car, che lo ha definito un “collega ed un leader incredibile”. La sua partenza dovrà essere metabolizzata, in quanto non sembra rivelarsi l’unica: i siti Recode e New York Times riportano anche degli addii di Jiajun Zhu e Dave Ferguson, ingegneri specializzati nella parte software del programma (Zhu è a capo dell’intera area). Resta da vedere se Urmson ha accettato l’offerta di un’azienda concorrente, oppure se ha scelto di seguire un altro percorso lavorativo.

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Foto di: Eleonora Lilli