Al progetto collabora anche Bosch. Il sistema è in fase di collaudo a Stoccarda

Le nuove tecnologie hanno il merito di semplificarci la vita e agevolare alcune operazioni che per anni sono state una perdita di tempo. Di contro, però, i sistemi di ultima generazione tolgono il sapore ad attività che erano diventate un’abitudine: pensiamo ad esempio allo “scusi, va via?” domandato ad un passante mentre siamo alla ricerca di un parcheggio libero, che sia al mare o al supermercato, ma sempre con la speranza di sentirsi rispondere in maniera affermativa. Questa consuetudine è una delle poche in comune fra gli automobilisti del 2016 e quelli degli anni ’50. Mercedes e Bosch stanno lavorando per renderla del tutto superflua, grazie ad un sistema in fase di collaudo a Stoccarda.


La tecnologia è stata portata all’esordio su una Mercedes Classe E, equipaggiata con sensori ad ultrasuoni, che operano fino alla velocità di 55 km/h e rilevano la presenza di un parcheggio ampio a sufficienza per ospitare l’automobile. I test prevedono due fasi: nella prima viene condivisa con altre automobili la probabilità di trovare un parcheggio libero all’interno di una via specifica, nella seconda i posti liberi vengono messi in rete e segnalati in tempo reale ad altri automobilisti. I sensori utilizzati sono già in produzione e calcolano il volume in metri cubi del posto auto, grazie alla presenza di un software dedicato, che invia le informazioni raccolte all’interno di un cloud Bosch: qui vengono elaborate e rimesse poi in circolazione. Mercedes e Bosch non hanno rivelato se e quando la tecnologia arriverà in commercio.

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Foto di: Fabio Gemelli