Uno studio del CARe dimostra che l’ibrido giapponese va ad emissioni zero per tre quarti del suo utilizzo

La nuova Toyota Prius è un’ibrida che fa l’elettrica per il 73% del tempo e addirittura il 79% quando è in città. È il risultato di una ricerca condotta dal CARe (Center for Automotive Research and Evolution) dell’università "Guglielmo Marconi" di Roma, diretto dal professor Fabio Orecchini, ordinario di Sistemi Energetici.


Il tempo è elettricità


Lo studio è stato commissionato da Toyota Motor Italia ed è stato realizzato con un gruppo di 20 utenti (10 uomini e 10 donne) con età sotto e sopra i 35 anni, che avevano guidato già o non ancora un’auto ibrida. Costoro hanno percorso al volante di una Prius in versione Style, dotata di cerchi da 17 pollici, i 37 km di un stesso tragitto, rappresentativo di un classico percorso casa-lavoro da pendolare, in 3 differenti momenti del giorno (mattina, pomeriggio, sera) per un totale di oltre 2.200 km. E i risultati, orologio alla mano, sono sorprendenti, perché la Prius ha marciato in media per il 73,2% del tempo in elettrico e prevedibilmente di più in città (79,4%) dove il sistema ibrido trova un numero maggiore di occasioni per spegnere il motore a scoppio, come la marcia a bassa velocità e le frequenti soste ai semafori e agli incroci o in colonna.


Ci vediamo sulla C-HR


Lo studio non ha puntato a misurare dunque il consumo effettivo o la distanza percorribile dalla Prius con il solo motore elettrico e a quale velocità, ma l’elettrificazione effettiva della vettura giapponese e l’efficienza del suo nuovo sistema ibrido, destinato ad equipaggiare altre auto del gruppo come la C-HR prossima al debutto, e dunque la sua capacità effettiva di fare a meno del motore a combustione interna nella guida di tutti i giorni, riducendo l’impatto ambientale (acustico e atmosferico) e funzionando come un sistema di trasporto altamente efficiente. Lo confermano i dati relativi all’energia: quasi il 45% di quella utilizzata dalla Prius per muoversi è stata generata dal motore elettrico e il 34,3% dal sistema di recupero che agisce in rilascio e in frenata.


L’efficienza è qualità di vita


Sono risultati numerici che per l’utente significano maggior comfort, meno stress di guida, un risparmio evidente nei consumi e in definitiva una maggiore qualità di vita condivisa con l’ambiente circostante. La ricerca dimostra anche il grado di messa a punto del sistema ibrido di Toyota, evoluto in continuazione, ma rimasto fondamentalmente lo stesso sin dal 1997 in tutte le sue diverse applicazioni e declinazioni: un motore a benzina a ciclo Atkinson, un motore elettrico e un generatore, tutti e tre collegati insieme un ruotismo epicicloidale che fa anche da trasmissione a variazione continua, e una batteria al Ni-Mh. Sono oltre 9,5 milioni le Toyota e le Lexus ibride vendute in tutto il mondo, delle quali più di 100mila in Italia dove la quota di mercato di tutti i modelli del Gruppo dotate di doppio motore rappresenta ormai stabilmente il 2% del mercato.

Nuova Toyota Prius, l'ibrida da 3 l/100 km

Foto di: Fabio Gemelli