Il SUV tedesco, a 8 anni dall’esordio, si rinnova e si prepara ad affrontare le agguerrite rivali

Dal 2008 ha visto succedersi numerose concorrenti. Altre ne arriveranno nei mesi prossimi, come l’Alfa Romeo Stelvio, perché questa categoria di mercato è una di quelle in cui la competizione è maggiore: tutte le marche premium hanno un SUV di lunghezza media e su di esso ripongono grosse aspettative. Audi lo sa e rinnova pertanto la Q5, giunta alla seconda generazione, che debutta qui al Salone di Parigi con profonde novità alla parte estetica e soprattutto meccanica: la nuova base costruttiva assicura un taglio della massa fino a 90 chili, la sospensione posteriore è ora del tipo a cinque bracci e la lunghezza cresce di 3 cm, fino a 4,66 m, a vantaggio dell’abitabilità interna e del bagagliaio, che parte da 550 litri e ha una volumetria superiore di 10 litri rispetto alla Q5 lanciata otto anni fa.


L’estetica ricalca quanto già visto sulle A5 Coupé e Sportback: è più spigolosa, appuntita, ma l’impostazione generale del corpo vettura rimane fedele alla Q5 di prima generazione. Il lunotto rimane quindi piuttosto inclinato e condiziona in parte la forma della portiera posteriore, ma l’accessibilità a bordo non ne risente. Le nuove linee sulla fiancata abbassano visivamente il corpo vettura, regalandogli una maggiore sensazione di sportività, anche se il modello rimane indicato per le famiglie e più in generale per chi ha bisogno di spazio. A bordo si trovano il quadro strumenti digitale (Audi Media Cockpit) e materia di qualità elevata, oltre all’ultimo aggiornamento del sistema multimediale MMI. La trazione integrale quattro è del tipo ultra, inseribile all’occorrenza, mentre i cambi automatici sono a 7 rapporti doppia frizione o ad 8 con convertitore.

Audi al Salone di Parigi 2016