L’ex manager della Volkswagen, nel 2011, valutò di persona la qualità della i30. Che da allora è sempre aumentata

Sono trascorsi cinque anni da quando l’allora presidente del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, venne ripreso mentre esaminava attentamente la Hyundai i30 e ne ispezionava dettagli anche non alla vista. Oggi Winterkorn non è più ai vertici della casa tedesca, ma le sue preoccupazioni erano fondate: Hyundai prosegue anno dopo anno il suo percorso di crescita e affermazione e lancia automobili sempre più curate e di qualità. L’ultimo esempio è la terza generazione della berlina media i30, concorrente della Golf, esposta al Salone di Parigi e sottoposta ad un riuscito lavoro di affinamento: oggi ha un design più moderno e contenuti tecnologici al vertice, oltre a un motore tre cilindri 1.0 turbo da 120 CV.


La media coreana raggiunge i 4,34 metri in lunghezza (+ 4 cm) e perde 1 cm in altezza. Il suo corpo vettura ha un’impronta più tridimensionale, viva, ma questa attenzione per il dettaglio non è parallela al sacrificio della funzionalità: il bagagliaio contiene 17 litri in più e ha una volumetria minima pari a 395 litri. L’abitacolo è ben curato e abbastanza spazioso, il divano ha un’inclinazione più accentuata di altri modelli e nella plancia si trova un monitor a sfioramento da 8 pollici (optional), che integra le funzioni multimediali e gestisce anche i servizi a pagamento della TomTom: fra questi ci sono ad esempio le informazioni in tempo reale sul traffico. Il 1.0 benzina si affianca al 1.4, aspirato (100 CV) o turbo (140 CV), e al 1.6 diesel da 95 CV, 110 CV e 136 CV.

Hyundai al Salone di Parigi 2016