Vibra quando ci avviciniamo a telecamere fisse, trovate grazie ad un’app per smartphone.

Cinque giovani progettisti veronesi hanno lanciato una raccolta fondi sul sito Kickstarter per mettere in commercio il braccialetto Woolf, da indossare in auto o in moto, che vibra quando il mezzo si avvicina ad una zona in cui sono presenti telecamere di rilevazione. La somma richiesta è 45.000 euro, da raccogliere entro mercoledì 12 ottobre, che servirà per riprogettare i componenti interni, aumentare la durata della batteria e incrementare la potenza della vibrazione, ma anche per acquisire materiali di qualità superiore e per organizzare il processo di industrializzazione. Woolf infatti è al momento un prototipo. I cinque sviluppatori lo stanno provando in condizioni reali, dove però la batteria ha una durata ancora troppo contenuta: ad oggi assicura 2 ore di utilizzo al giorno per 15 giorni (si ricarica in 3 ore).


I componenti interni provengono da altri dispositivi e sono fissati ad una basetta, integrata all’interno del braccialetto in pelle, resistente all’acqua e studiata per non dar fastidio quando indossata sotto guanti da motociclista. Woolf si interfaccia via bluetooth con un’applicazione per smartphone Apple o Android. Qui sono precaricati tutti i luoghi sensibili, dove si trovano telecamere ai semafori, per la misurazione della velocità, sulle corsie preferenziali e all’ingresso di zone a traffico limitato. Il braccialetto sfrutta il segnale GPS dello smartphone e vibra con maggiore intensità quanto più ci si avvicina ad un punto sensibile, permettendo così di moderare la velocità o scegliere una strada alternativa. Se Woolf riuscisse ad arrivare sul mercato, il prezzo di vendita sarà pari a 139 euro. Ad oggi però sono stati raccolti meno di 20.000 euro.

Woolf, da Verona il braccialetto contro gli autovelox