L'azienda coreana sta registrando enormi perdite finanziarie a causa del ritiro dal mercato dei Galaxy Note 7

Le trattative tra FCA e Samsung per la vendita (ancora non si sa se parziale o totale) di Magneti Marelli rischiano di saltare. La causa è l'enorme danno economico che l'azienda coreana sta affrontando in questi giorni per via del Galaxy Note 7, lo smartphone (o phablet, date le sue dimensioni abbondanti) soggetto a fenomeni di autocombustione ed esplosione. L'accordo tra le due multinazionali, che secondo alcune indiscrezioni vale sui 3 miliardi di dollari (circa 2,7 miliardi di euro) si innesta nelle strategie quinquennali di riduzione del debito che Sergio Marchionne, CEO di FCA, sta cercando di portare avanti. Ad oggi infatti l'ammontare che il colosso deve ai suoi creditori supera i 5 miliardi di dollari. D'altro lato, Samsung è interessata alle avanzate tecnologie di Magneti Marelli nel campo dell'illuminazione, della telematica e dell'infotainment di bordo in un'ottica di diversificazione del business. Ricordiamo, ad esempio, che l'Alfa Romeo Giulia monta proprio un sistema messo a punto interamente dall'azienda italiana.


Sembra proprio che comunque l'accordo, qualora non saltasse del tutto, rimarrà congelato per un lasso di tempo ancora indefinito. Questa settimana sia la produzione che la commercializzazione del Galaxy Note 7 sono state bloccate, mentre coloro che possiedono già un device a rischio esplosione sono chiamati a restituirlo (dentro una scatola ignifuga) prima che possa costituire un pericolo. Si sono registrati infatti casi di veri e propri incendi innescati da smartphone difettosi, come ad esempio quello che ha letteralmente distrutto una Jeep Grand Cherokee, negli Stati Uniti. Ad oggi Samsung parla di perdite attorno ai 2 miliardi di dollari per il solo trimestre luglio-settembre, ma in un'ottica di lungo periodo i danni potrebbero essere di gran lunga superiori: l'agenzia di stampa britannica Reuters, ad esempio, prevede conseguenze negative per 17 miliardi di dollari.

FCA, a rischio l'accordo con Samsung per Magneti Marelli