La Hyundai Ioniq non punta solo all’efficienza, ma anche al piacere di guida

Perchè un'auto ibrida non dovrebbe essere bella da guidare? Il concetto di auto ibrida fino a pochi anni fa era legato a idee come ecologia, emissioni, forse anche risparmio, ma non di sicuro piacere di guida. Per anni le auto ibride si sono volutamente tenute lontane dalle sorelle alimentate a benzina e a gasolio, ma le cose stanno cambiando. Le ibride sono diventate cool, piacevoli da guidare, e anche discretamente veloci. Il motorsport, in questo, ha dato una bella spinta: le F1 usano l'energia elettrica per guadagnare più potenza, colmare i buchi di coppia e ridurre il turbo-lag. Anche i più grandi costruttori di supercar come Ferrari, Porsche e McLaren hanno dato il loro contributo, ideando vetture incredibili con potenze superiori ai novecento cavalli, tutte ibride.


Fine alla noia


Seguendo quest'onda nasce la Hyundai Ioniq, una vettura ibrida, silenziosa ed ecologica, ma non per questo noiosa. Un'alternativa valida e credibile alla Prius, che cercherà di farsi strada in un mercato che per il 92% è occupato dalla berlina Toyota. Le carte in regola le ha: la linea è armoniosa, moderna ma non futuristica, e soprattutto, non è sfacciatamente hybrid. La stessa percezione si ha sedendosi nell'abitacolo, dove a parte qualche tocco di blu che rimanda all'idea di energia elettrica, la Ioniq sembra una - passatemi il termine - "normale" berlina. Normale anche nella trasmissione: niente cambio CVT (cambio a variazione continua), qui troviamo una trasmissione a doppia frizione a 6 rapporti leggera, silenziosa, ma soprattutto rapida e priva di slittamenti. Un buon primo passo nel mondo delle vetture ibride per la Casa coreana, che non si ferma alla prima ma prevede addirittura un terzetto. A fine mese arriva infatti anche la versione elettrica, e a febbraio anche quella ibrida plug-in.


Tre offerte, tutte eco e tecnologiche


Hyundai ha a dotato l'intera gamma Ioniq di un motore sincrono a magneti permanenti e batterie agli ioni di litio. Quest'ultime si differenziano rispetto a quelle di nichel-metallo delle concorrenti per una migliore sensibilità di memoria e un'eccellente capacità di carica-scarica. La versione plug-in della Ioniq può contare su oltre 50 chilometri di autonomia di sola energia elettrica (contro i 3-5 della Hybrid), questo grazie ad una batteria di 8,9 kWh aggiuntiva. L'elettrica, invece, vanta un'autonomia di oltre 280 km grazie ad una batteria con polimeri agli ioni di litio da 28 kWh. Il motore elettrico da 120 Cv e 295 Nm, spinge la Ioniq fino a 165 km/h. Niente cambio a doppia frizione per la versione elettrica, bensì una trasmissione continua dotata di comandi al volante, che in questo caso simulano le cambiate e permettono di controllare la frenata rigenerativa durante decelerazione e frenata.

Hyundai Ioniq, all’inseguimento di Prius

Foto di: Nicola Desiderio