In caso di controversia, meglio risolvere la questione non davanti al giudice. Ecco come fare per ottenere i soldi

Un caso semplice per capire di che parliamo: venite tamponati, avete ragione al 100% e chiedete i soldi del risarcimento alla vostra compagnia, tramite il risarcimento diretto. Domandate un rimborso di 10.000 euro fra danni alle cose e lesioni fisiche documentate, ma l'impresa ve ne propone 5.000. A questo punto, potrete far valere le vostre ragioni esercitando l'azione legale nei confronti della compagnia. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive entro 2 anni dalla data del sinistro. La materia è estremamente complicata, resa ancora più nebulosa da diverse norme succedutesi nel tempo. In estrema sintesi, avete due possibilità: andare davanti a un giudice; oppure trovare una soluzione stragiudiziale, ossia fuori dai tribunali. Vediamo i passi da fare per seguire la seconda strada.


Tre mosse della soluzione stragiudiziale


#1. Un professionista. Impossibile fare da soli. La materia (Rc auto e risarcimenti) è terribilmente complicata: sarebbe un po' come giocare a scacchi conoscendo le regole della dama. Siete destinati a perdere, ossia a non ottenere quanto vi spetta (o quanto pensate vi spetti). Avvaletevi di un valido professionista: può essere un esperto in infortunistica stradale, un patrocinatore stragiudiziale. O un avvocato: ce ne sono numerosi; fra i tanti, quelli dell'Unarca (Unione nazionale avvocati responsabilità civile e assicurativa).


#2. Documenti. Come vi ricorderà il professionista che vi aiuta, vi serve una valanga di documenti. Preventivi e fatture di riparazione dell'auto, visita medico-legale di parte: un "vostro" medico, non della compagnia, che esegue la perizia e indica l'ammontare del risarcimento in base ai punti di invalidità permanente. E poi una montagna di esami di ogni genere, volti a dimostrare che c'è la lesione fisica: radiografie, ecografie e quant'altro.


#3. Trattativa. Qui entra in gioco l'abilità del professionista nel tutelarvi. Sarete voi, "pesci" piccoli, che chiedete il dovuto; contro la compagnia, un gigante che fa parte a sua volta di un gruppo, Con un'équipe di legali pronti a dare battaglia in ordine e grado pur di fare gli interessi dell'assicurazione. Non esiste, spesso, una verità: parte e controparte portano la propria idea di risarcimento, molto variabile a seconda della prospettiva.


Una sana via di mezzo


Tornando al nostro esempio di partenza, può darsi che si arrivi anche a una via di mezzo: ci si accorda in via stragiudiziale a 7.500 euro, a metà fra i 10.000 chiesti e i 5.000 offerti. Da una parte, conviene a voi, così da avere un risarcimento; dall'altra, conviene alla compagnia, che non la tira troppo per le lunghe e non sopporta troppe spese legali.