L’Italdesign di Torino ha seguito molto da vicino tutte le fasi di sviluppo ingegneristico del modello

Si fa prima a dire ciò su cui Italdesign non ha dato la propria consulenza: motori, cambi e piattaforma. Per tutto, il resto, l’azienda di Moncalieri (entrata nell’orbita del Gruppo Volkswagen ormai sei anni fa) è stata un partner stretto per Audi nelle fasi di sviluppo di un modello strategico, a livello di volumi di mercato, come il SUV Q2. Sì perché del lavoro di Italdesign - e di Giugiaro nel particolare - tutti conoscono l’aspetto più evidente, che è appunto quello stilistico, ma le competenze sono ben più ampie e riguardano la trasformazione delle idee di stile in qualcosa di industrializzabile. Vediamo nel concreto di cosa si tratta.


Lo studio prima di tutto


Innanzitutto, lo stabilimento Italdesign di Nichelino ha sfornato la bellezza di 70 prototipi utili ai fini della validazione del progetto e per l’esecuzione dei test di omologazione secondo gli standard non solo europei, bensì mondiali. Prima ancora, Italdesign ha effettuato studi di fattibilità di stile (un’idea può anche essere geniale, esteticamente parlando, ma non applicabile a un modello da produrre in serie e secondo certi criteri ingegneristici e normativi) sia per gli esterni sia per gli interni.


Un lavoro che va avanti in fabbrica


Si è poi occupata dell’aerodinamica, della climatizzazione dell’abitacolo, ma anche di aspetti molto tecnici come per esempio il raffreddamento del motore, l’integrazione elettrica ed elettronica, la sicurezza passiva la valutazione delle prestazioni statiche e dinamiche della vettura. Il compito di Italdesign non si esaurisce comunque qui, perché sarà accanto ad Audi anche nei primi mesi di avvio della produzione, che sono sempre i più delicati perché certi processi devono essere ancora assimilati in catena di montaggio e, da questi, dipende moltissimo la qualità percepita dal cliente finale.

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Foto di: Adriano Tosi