Il primo dettaglio svelato è il grosso alettone posteriore. Per tutto il resto, appuntamento al 6 marzo

Martedì 6 marzo, ore 9.45, Salone di Ginevra: se siete appassionati di giapponesi e di sportive in generale non perdetevi il debutto della “reincarnazione” in versione concept della Toyota Supra (che noi abbiamo immaginato così). Nome noto a chi ha vissuto gli anni Novanta o a chi, comunque, piace la storia delle 4 ruote. Sì perché Supra significa passione, prestazioni, piacere di guida, design, ma anche raffinatezza tecnologica.


Una grossa ala, necessaria per tenere a bada i CV


E’ questo il classico caso di macchina che suscita un interesse incredibilmente più alto rispetto ai volumi di vendita che potrà ottenere, in un mercato (in generale, non solo in Europa) sempre più difficile per le coupé, ma poco importa: qui quello che conta è la passione, e la Supra, il primo teaser di questa edizione del terzo millennio, fa di tutto per esaltarla. Quello che si vede è poco, pochissimo, ma quanto basta per far capire le intenzioni dei giapponesi: nella penombra spunta infatti la grossa ala posteriore (nella foto in alto), che subito rimanda alla trazione, anch’essa posteriore, che deve gestire gli oltre 330 CV del motore sei cilindri in linea, turbo, by BMW.


Rumors dal Giappone


Se in Europa la Supra è abbastanza “sentita”, in Giappone la febbre è già salita oltre il livello di guardia. Sui siti e sulle riviste specializzate si danno infatti già dei numeri precisi, per quanto ipotetici: 340 CV di potenza e 450 Nm di coppia. Il tutto per 1.490 kg di peso, circa 90 in meno della Supra anni Novanta: le premesse sono più che buone, anche perché la GT86 - per quanto completamente diversa, tecnicamente, da ogni punto di vista - dimostra che se in Toyota si mettono in testa di fare una macchina divertente ci riescono. Alla grande.

Toyota Supra, nuova vita per il mito Anni ‘90