Nata il 13 febbraio del 1969 ha segnato mezzo secolo di automobili, con modelli passati alla storia

Cos’hanno in comune Alfa Romeo Alfasud, Fiat Panda, Volkswagen Golf, Lamborghini Gallardo, Seat Ibiza, Lancia Thema, Fiat Punto e Audi Q2? Semplice, tutte loro sono nate dalle menti e dalle matite di Italdesign, azienda fondata esattamente 50 anni fa da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani a Moncalieri. Un anniversario importante festeggiato in maniera appropriata, con un nuovo logo, un concorso dedicato a giovani designer e una concept pronta a debuttare al prossimo Salone di Ginevra. Un piatto ricco che affonda le radici nella Manta, primo prototipo presentato al Salone di Torino del 1968.


I primi anni


Ci sono voluti appena 40 giorni perché la prima auto firmata Italdesign vedesse la luce. Il suo nome era Manta e aveva forme davvero particolari, con il muso appuntito e la coda voluminosa, tanto da guadagnarsi l’appellativo di space wagon coupé. Dopo di lei vennero altre concept più o meno visionarie, fino al 1971, quando vide la luce l’Alfa Romeo Alfasud, la prima auto di serie firmata Italdesign e primo modello assemblato nella fabbrica di Pomigliano d’Arco. Un’auto venduta in più di 1 milione di unità seguita, sempre nel 1971, dalla più esclusiva Maserati Bora, secondo modello di serie by Italdesign.


La prima VW


Nel 1974 anni arriva uno dei modelli più importanti: la prima generazione della Volkswagen Golf. Un successo mondiale prodotto fino al 1983 in più di 6 milioni di unità che convinse Lancia a rivolgersi alla Italdesign per creare un altro modello destinato a passare alla storia: la Delta. Inizialmente l’auto avrebbe dovuto avere il divanetto posteriore scorrevole, per aumentare il volume di carico, soluzione poi abbandonata per gli alti costi di realizzazione. Un mito su ruote seguito da un altro modello passato alla storia come la prima generazione della Fiat Panda, il cui scopo era quello di offrire misure compatte, spazio interno e costare poco.


Viaggi nel tempo


Come vendite non fu certo fortunata ma la DeLorean DMC 12 è sicuramente una delle creazioni Italdesign più conosciute al mondo, merito della trilogia di Ritorno al Futuro dove la coupé statunitense veniva trasformata in una macchina del tempo. Gli input dati a Giugiaro dalla DeLorean erano pochi ma chiari: 2 posti, motore posteriore, immediatamente riconoscibile ed economica. Ecco il perché delle portiere ad ali di gabbiano (fino ad allora esclusiva della Mercedes 300SL) e della carrozzeria senza vernice. La lista continua con Saab 9000 (1984) con le “cugine” Fiat Croma e Lancia Thema, Fiat Punto (1993), Bugatti 18/3 Chiron (1999) e il suo motore V18, Alfa Romeo Brera (2002), Maserati Kubang (2003), ovvero la "nonna" della Levante, Alfa Romeo 159 (2005) fino alla Zerouno, fuoriserie presentata allo scorso Salone di Ginevra. Un insieme di modelli prodotti in serie e concept capaci di guardare anni avanti. 


Tra stile e ingegneria


La lista di auto create da Italdesign conta più di 200 nomi, con modelli più o meno famosi che devono all’azienda di Giugiaro e Mantovani non solo il loro design ma anche l’ingegnerizzazione. A Moncalieri infatti non si studia unicamente lo stile di un’auto, ma anche tutto ciò che riguarda la meccanica. L’ultimo esempio in ordine di tempo è l’Audi Q2, SUV compatto dei 4 Anelli nato grazie alla collaborazione tra le 2 aziende. Creazione e sviluppo del concept, studio dello stile esterno e interno, test nella galleria del vento, integrazione degli elementi elettrici ed elettronici, sicurezza attiva e passiva sono solo alcuni degli aspetti seguiti dalla Italdesign.


I prossimi 50 anni


Acquistata da Audi nel 2010 da allora Italdesign ha beneficiato della collaborazione di Ingolstadt, godendo comunque di ampia libertà, tanto da creare nel 2016 il brand Automobili Speciali, dedicato alla produzione di fuoriserie, ma non è tutto. Nei piani dell’azienda infatti c’è l’obiettivo di fatturare il 25% dei lavori per il mercato aperto, ovvero al di fuori dell’universo Volkswagen, senza però legarsi unicamente al mondo automotive in senso stretto. Un esempio in questo senso viene dalla Pop.Up, concept sviluppato assieme ad Airbus dove a una piccola auto elettrica e a guida autonoma viene affiancato un drone (anche lui elettrico e a guida autonoma) per spostamenti su strada e per aria. Continuerà poi il lavoro su concept e studi di stile, che avrà il suo ultimo esempio al prossimo Salone di Ginevra, dove Italdesign presenterà la Zerouno Roadster, versione a cielo aperto della sportiva vista lo scorso anno. 


Giovani talenti


Assieme alle celebrazioni per i suoi primi 50 anni Italdesign ha lanciato il concorso “Future Mobility in Cities” dedicato a giovani tra 18 e 35 anni, chiamati a proporre soluzioni per la mobilità del futuro. Non solo auto quindi ma qualsiasi mezzo per tecnologicamente avanzato e a basso impatto ambientale che un domani potrebbe avere un futuro di serie. In palio ci sono 40.000 euro e i vincitori saranno annunciati a dicembre 2018.

I primi 50 anni di Italdesign, dall'Alfasud alla Zerouno

Foto di: Massimo Grassi