Ecco quali sono i termini di legge tra l’infrazione e la notifica del verbale

Immaginate la scena: un automobilista non si accorge della presenza di un autovelox e sfreccia troppo veloce davanti alla telecamera, avvedendosi del controllo elettronico solo dopo averlo superato. A questo punto, si chiede se l’autovelox era funzionante, di quanto ha superato il limite di velocità e, soprattutto, quando riceverà la multa a casa. Questo è solo un caso in cui un automobilista può essere curioso di sapere i tempi di notifica del verbale. Una seconda situazione critica riguarda il proprietario della vettura che riceve la famigerata busta verde a casa contenente la contravvenzione: desidera capire se il gestore della strada ha rispettato i termini per l'invio della multa oppure se li ha superati, così da poter fare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto e far quindi annullare la multa.

Tre punti chiave

#1. L’articolo del Codice della Strada. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale deve, “entro 90 giorni dall'accertamento”, essere notificato al proprietario dell’auto. La multa conterrà gli estremi precisi e dettagliati della violazione e l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata: ossia perché è stato impossibile fermare subito il guidatore. Il caso classico è l’autovelox, ma lo stesso ragionamento va fatto per le telecamere che controllano chi passa col semaforo rosso e i varchi elettronici delle Zone a Traffico Limitato. Lo dice l’articolo 201 del Codice della Strada.

#2. Parola al ministero dei Trasporti. Cosa significa che la multa va inviata “entro 90 giorni dall’accertamento”? Secondo il ministero dei Trasporti, vuol dire che, tra l’infrazione e la data della notifica a casa del verbale, devono passare al massimo 90 giorni. Se il gestore della strada sfora quel termine, l’automobilista può farsi annullare la contravvenzione mediante ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto. Il notificante si libera dei suoi obblighi di rispetto del termine con la consegna dell’atto da notificare al servizio postale. Sarà così anche quando le multe con la Posta Elettronica Certificata diverranno realtà: si attende l’ok definitivo. La notifica dovrà avvenire entro 90 giorni. Così la pensano la Cassazione, la Corte Costituzionale (198/1996), la Prefettura di Milano (7 novembre 2014) e il TAR di Milano (Terza sezione, 7 giugno 2017, numero 1267).

#3. Un’interpretazione molto di parte. Parecchi Comuni interpretano l’articolo 201 del Codice della Strada in modo diverso: i 90 giorni partirebbero da quando i Vigili visionano la foto dell’autovelox. Pertanto, se per assurdo l’infrazione è del 1° gennaio 2018 e i Vigili visionano i fotogrammi scattati dall’autovelox il 1° ottobre 2018, è dal 1° ottobre che scattano i 90 giorni. Per paradosso, questi 90 giorni potrebbero essere conteggiati a partire anche da una data successiva: avrebbe importanza solo il momento in cui gli agenti di Polizia Municipale, dietro indicazione del Comune, osservano i fotogrammi. Un’interpretazione molto discutibile della regola, che ha scatenato polemiche in passato.

Come va a finire

Sono due le strade percorribili per fare ricorso. Attraverso il Giudice di pace si paga 43 euro di tassa allo Stato. L'opposizione va presentata presso la cancelleria o tramite raccomandata con avviso di ricevimento entro 30 giorni dalla notifica della multa. Se si vince, la sanzione è annullata e, in teoria, i 43 euro vengono rimborsati dall'ente accertatore (ma non si sa né come né quando); se si perde, l'ammenda viene in genere confermata. Se si fa invece ricorso al Prefetto, si hanno 60 giorni dalla notifica della multa: in caso di vittoria, tutto ok. In caso di sconfitta, multa raddoppiata.