Italia in grave ritardo in materia di sicurezza stradale: non ha centrato l'obiettivo imposto dall'Unione Europea di dimezzare le vittime della strada fra il 2001 e il 2010. E con ogni probabilità bucherà pure il secondo target: ridurre della metà i decessi in strada fra il 2011 e il 2020. Non basta: le vittime nei primi sei mesi del 2017 crescono, con incrementi compresi tra il 6,7 e l'8,2%. Stando ai dati di Polizia Stradale e Carabinieri, si registra un consistente aumento del numero delle vittime sulle autostrade: da 117 morti registrati nel primo semestre 2016 a 149 nello stesso periodo del 2017 (+27,4%). L'allarme lo lancia, per la prima volta (fatto di un certo peso), il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Il direttore generale della pubblica sicurezza auspica, in una circolare ai Prefetti, un nuovo coordinamento e un'inedita pianificazione delle "risorse disponibili sul territorio" fra le Forze di polizia e le polizie locali.


Un inizio 2018 pessimo


Addirittura, sottolinea Gabrielli, Polizia Stradale e Carabinieri registrano nel 2018 un peggioramento: dal 1° al 21 gennaio, ben 3.710 incidenti (un centinaio in più rispetto allo stesso periodo del 2017), con 97 morti (in aumento di 15 unità) e perfino 200 feriti gravi in più (2.467). Urge, secondo il capo della Polizia, un'analisi del fenomeno infortunistico per invertire la tendenza. In questo senso, la direttiva del ministero dell'Interno del 21 luglio 2017 evidenzia che la mappatura degli incidenti da parte delle Forze dell'ordine è preziosa per combattere il fenomeno: esiste un Osservatorio per il monitoraggio dei sinistri. Inoltre, la presenza degli agenti, dice Gabrielli, va garantita in modo diffusa, e deve essere percepita dalla cittadinanza: servono Forze dell'ordine in carne e ossa nei punti critici, lì dove si verificano più incidenti.


L'Asaps rincara la dose


Concorde l'Asaps (Amici Polstrada), che rincara la dose: la circolare di Gabrielli "deve essere da monito anche in questa campagna elettorale che non ha speso una parola sulla sicurezza stradale, tema non menzionato in nessun dibattito. I dati contenuti nella circolare dovrebbero mettere in allarme la classe dirigente, dovrebbero far scuotere le coscienze, e magari produrre un movimento a livello sociale senza eguali". D'altronde, occorre anche cautela con l'utilizzo sfrenato delle telecamere sulle strade per fare sicurezza: va sempre ricordato che un occhio elettronico non svolge in pieno la funzione deterrente, in quanto non può fermare all'istante un guidatore ubriaco, oppure drogato, o privo di patente, con il veicolo senza Rca o revisione. Né i potenziali pirati della strada. E l'omicidio stradale colposo si sta rivelando meno efficace di quanto sperato dal legislatore.