La nuova monoposto è già scesa in pista, a Silverstone, per il primo shake down. Ecco i suoi segreti

Non ce ne vogliano le Haas e Williams, i primi due team a far vedere le nuove monoposto, ma l’attesa in vista del campionato Formula 1 2018 (al via domenica 25 marzo) diventa più frizzante e sentita dopo aver visto la nuova auto della Red Bull. Proprio oggi infatti la scuderia inglese ha mostrato la RB14 ed effettuato i primi giri in pista a Silverstone, sotto la pioggia, dove Daniel Ricciardo ha sfruttato una delle due sessioni concesse dalla Federazione ai team per fotografare e riprendere le nuove monoposto prima dei test ufficiali. L’occhio non è caduto tanto sulla livrea camouflage, ma sulle novità aerodinamiche.


Tutto ruota intorno all'ala laterale


La Red Bull RB14 ha molte soluzioni tecniche del tutto originali, ci hanno spiegato dA Motorsport.com, tanto da costringere i grafici della scuderia a lavorare con il pc per farle sparire dalle immagini pubblicate. Osservando le fotografie si notano comunque gli alettoni laterali che tagliano le pance laterali, una novità messa a punto dal capo progettista Adrian Newey per compensare gli “squilibri” all’aerodinamica provocati dall’Halo, la protezione obbligatoria da quest’anno che dovrebbe riparare la testa del pilota da grandi oggetti vaganti. Stando alle anticipazioni, queste appendici sarebbero alla base degli ottimi risultati in galleria del vento ottenuti finora.


Il problema resta(va?) l'affidabilità


La monoposto sembra avere un corpo centrale più stretto, ma il grosso sfogo posteriore dall’aria calda dovrebbe migliorare il raffreddamento e quindi l’affidabilità della power unit elettrica. Quest’ultima arriva sempre della Renault, ma è stata rivista per far venir meno l’annoso problema dell’affidabilità: dal 2018 infatti sono previsti 3 cambi di power unit prima di incorrere in sanzioni, 1 in meno rispetto all'anno scorso. Al volante della RB14 ci saranno i “soliti” Daniel Ricciardo e Max Verstappen, che dovranno confermare le buone voci che circolano sull’auto e riportare un titolo a Milton Keynes dopo 5 anni.

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