Ecco la versione più estrema della 488, che non si chiamerà GTO…

Ferrari 488 Pista: era difficile trovare un nome maggiormente evocativo per la versione più estrema di un modello di per sé già molto orientato alle prestazioni, sul dritto e tra le curve: la 488 GTB. GTO aveva il fascino della storia, ma Pista è forse più indicato. Perché? Scopriamolo insieme, anche se le informazioni di cui disponiamo, al momento, sono pochissime, dato che le immagini che vedete sono sfuggite in rete (e per questo non sono di qualità massima). Per tutto il resto, appuntamento al Salone di Ginevra.


Aerodinamica senza compromessi


Gli ingegneri Ferrari ci spiegheranno dettagliatamente lo scopo di ogni minima curvatura delle appendici aerodinamiche applicate alla carrozzeria della loro ultima creazione, ma già dalle prime foto si può notare come il lavoro in galleria del vento sia stato approfondito e abbia coinvolto la macchina nella sua interezza: c’è da scommettere che la deportanza (la capacità di “schiacciamento” verso il suolo generata dalle appendici aerodinamiche, appunto) non abbia inficiato la penetrazione dell’aria. Come detto, in ogni caso, tutti i dettagli li conosceremo più avanti.


Meccanica affilata


Tra le poche informazioni che abbiamo ce ne sono alcune molto promettenti: il V8 biturbo non è stato semplicemente ritoccato nell’elettronica, ma è stato alleggerito del 10% circa, rispetto al 3.9 della 488 GTB, e grazie anche a componenti interni ripresi dalle Ferrari da corsa, sarà più veloce nel prendere giri. La potenza? Siamo ormai oltre quota 700 CV; nessun otto cilindri utilizzato su una Ferrari strada ha mai toccato questo picco. Si sa anche che la Pista sarà ancora più reattiva di sterzo, i controlli elettronici saranno ancora più orientati al tempo sul giro, propiziato anche dal taglio di peso regalato dai componenti in carbonio.

Ferrari 488 Pista, le prime foto sfuggite in rete

Foto di: Adriano Tosi