Su 30 milioni di vetture, 5 milioni montano la black box

Rc auto: è rivoluzione scatola nera. Le installazioni di questo dispositivo che registra la dinamica degli incidenti e, in teoria, previene le frodi, sono quintuplicate in sei anni: nel 2016, sugli oltre 30 milioni di auto, quelle che hanno optato per l’installazione di una black box hanno sfiorato i 5 milioni: erano poco più di un milione all’inizio del 2010. Lo spiega l’Ania, l’Associazione delle assicurazioni, in un report dedicato alla telematica di bordo: nel 2000, si trattava di apparecchi tecnologici con finalità di geolocalizzazione del mezzo; dal 2005, gli strumenti sono divenuti via via più sofisticati (includendo accelerometri e servizi di assistenza in caso di crash) e hanno consentito formule tariffarie per polizze a tempo o a chilometraggio predefinito (“pay as you go”): più usi l’auto, più la Rc auto è cara e viceversa. Nel 2010, le black box hanno preso a monitorare lo stile di guida degli automobilisti dando il via allo sviluppo di tecniche di tariffazione sempre più sofisticate volte a monitorare lo stile di guida degli assicurati e introducendo la cosiddetta practice del “pay how you drive”. Si parla infatti di assicurazioni a tutta tecnologia.

Risultati sorprendenti

Per capire gli effetti della scatola nera sugli incidenti, l’Ania ha preso in esame 3 milioni di Rca con black box e circa 20 milioni di polizze che invece ne sono sprovviste, relativi al mercato Rca italiano per il quadriennio 2012-2015. Il risultato? Chi ha la black box fa meno incidenti. La riduzione dei sinistri tra il 2012 e il 2015 è stata, per i veicoli dotati di scatola nera, quasi doppia di quella registrata dai mezzi senza alcun dispositivo. C’è però un paradosso: il costo medio dei sinistri è più alto per le auto con la scatola nera rispetto a quelli che ne sono privi: fino al +3%. “Mistero” che l’Ania spiega così: chi non intende farsi monitorare durante la guida potrebbe essere più propenso a denunciare sinistri, magari anche potenzialmente fraudolenti che in genere hanno un costo medio inferiore. Con la black box, insomma, le frodi
scenderebbero.

Benefici specie al Sud

I benefici maggiori in termini di riduzione di sinistrosità si riscontrano nelle aree notoriamente ad alto rischio: Caserta, Catania e Napoli. Qui si supera il 30% di differenza tra coloro che hanno una scatola nera e chi non la presenta; questi benefici si assottigliano poi per alcune grandi province a media sinistrosità (come Torino, Firenze e Genova) dove le differenze sono nel range del 10%-20% per poi ridursi tra il 5%-10% nelle province che sono notoriamente più virtuose (Bergamo, Verona e Trento). In parole semplici, più l’area è a rischio frode Rc auto, e più ci sono scatole nere. Che fanno abbassare il prezzo della polizza.

Con tutte le cautele del caso

Comunque, non è tutto oro quel che luccica: la scatola nera presenta anche possibili svantaggi. Anzitutto, va ribadito che la black box non deve portare alla canalizzazione dell’assicurato-danneggiato in un incidente verso i carrozzieri convenzionati con le compagnie: l’automobilista, pur con la scatola nera, resta libero di scegliere il carrozziere indipendente. Secondo, occhio al rovescio della medaglia: se il dispositivo monitora lo stile di guida, può darsi che l’automobilista non sia giudicato prudente e che il prezzo Rca salga. In caso di incidente, se l’auto con scatola nera ha ragione al 100%, per una piccola infrazione (un presunto lievissimo eccesso di velocità su una strada deserta) al momento del sinistro può darsi che il risarcimento cali: è la black box a stabilirlo. L’assicurato avrebbe così grosse difficoltà a dimostrare il contrario. Infine, le risultanze delle scatole nere sono piena prova nei procedimenti civili. Salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del dispositivo: come fa un guidatore a provare che il dispositivo era ko? È un’impresa impossibile.

Quali norme in futuro

La Legge Concorrenza del 2017 impone alle compagnie di ridurre le tariffe in caso di comportamenti virtuosi da parte dell’automobilista, come il montaggio della scatola nera. E i virtuosi residenti nelle province a maggiore sinistrosità beneficeranno di uno sconto “aggiuntivo e significativo”. Ma serve un decreto attuativo del Governo. A meno che il prossimo Governo intenda non prendere in considerazione quanto stabilito dal precedente Esecutivo.