Il Gruppo BMW e il colosso cinese hanno firmato una lettera di intenti per la produzione della MINI elettrica in Cina

La MINI elettrica, prevista per il 2019, non sarà prodotta unicamente nello storico stabilimento di Oxford ma verrà assemblata anche in una fabbrica cinese. Quale non si sa ancora, ma sappiamo verrà assemblata grazie a una joint venture con Great Wall, fresca firmataria di una lettera di intenti col Gruppo BMW dopo trattative iniziate lo scorso ottobre. Mancano ancora numerosi dettagli più o meno grossi, oltre alla scelta dell’impianto produttivo che “sfornerà” la MINI a emissioni zero, che verranno discussi nelle prossime settimane.

BMW raddoppia

Il nuovo accordo con Great Wall non tocca nemmeno in minima parte la joint venture esistente tra il Gruppo BMW e Brilliance che anzi, è destinata a ingrandirsi ulteriormente. Una collaborazione che ha portato BMW a vendere circa 560.000 unità in Cina nel corso del 2017, facendo diventare la Repubblica Popolare il primo mercato per la Casa bavarese. Anche MINI ha fatto bene, con 35.000 auto vendute (quarto mercato al mondo) e l’arrivo della versione elettrica dovrebbe portare a un ulteriore aumento delle immatricolazioni.

Simile alla concept

La MINI elettrica non dovrebbe essere molto differente dalla Electric Concept vista allo scorso Salone di Francoforte, senza però i classici eccessi da concept con elementi realizzati con stampa 3D. Autonomia e prestazioni rimangono un mistero mentre direttamente dalla Casa inglese assicurano che il classico go-kart feeling rimarrà immutato nonostante la propulsione 100% elettrica.

MINI Electric Concept, il design incontra ecologia e sportività

Foto di: Adriano Tosi