Il protocollo di crittografia utilizzato per i bitcoin potrebbe trovare applicazioni anche nel mondo delle nuove tecnologie per le auto

Porsche, in collaborazione con la start-up berlinese XAIN, sta testando i protocolli di sicurezza basati sulla blockchain sulle sue auto. Questo renderebbe la casa tedesca il primo costruttore di automobili a implementare questo tipo di tecnologia. Le cui prerogative sono la maggior sicurezza e la velocità di elaborazione a parità di dati. Le applicazioni testate includono il blocco e lo sblocco del veicolo tramite un'app, autorizzazioni di accesso temporaneo e nuovi modelli di operazioni basati sulla registrazione dei dati crittografati per migliorare, ad esempio  le funzioni di guida autonoma.

Come funziona la blockchain

La Blockchain è un protocollo di crittografia che viene utilizzato principalmente per le transazioni di dati fra partner commerciali e costituisce la base delle cosiddette criptovalute come Bitcoin ed Ethereum. Già nella traduzione letterale del nome (catena di blocchi) si può intuire come funziona. In pratica tutti i dati, transazioni o autorizzazioni che siano, viaggiano in blocchi e attraverso nodi virtuali (ogni utente può essere un “nodo”); ogni operazione è visibile, ma anonima, ed è considerata attendibile (e quindi approvata) se autorizzata dal 50+1% dei nodi che attraversa. Apparentemente può sembrare complesso, ma in realtà è un sistema molto semplice e altamente sicuro visto che non si basa su alcun server (attaccabile dall’esterno), ma solo dalla “fiducia” dei partecipanti all’operazione. Un’altra prerogativa della blockchain è l’inalterabilità dei dati visto che la catena di blocchi è sempre interconnessa e non si può modificare qualcosa senza che si vadano a interessare tutti i precedenti passaggi.

Come viene utilizzata nelle auto

Applicare tutto questo al mondo delle auto, come sta facendo Porsche, renderebbe possibile una connessione on line diretta, permettendo, per esempio, l’apertura delle porte tramite app in 1,6 secondi ( fino sei volte più veloce di oggi), inoltre, tutte le operazioni sono racchiuse nella blockchain e quindi al sicuro. Le autorizzazioni di accesso temporaneo, ad esempio, possono essere fornite e monitorate dal proprietario del veicolo in qualsiasi momento. Attraverso la blockchain si può anche stabilire una connessione protetta ai dati e alle funzionalità del veicolo proteggendo anche tutte le comunicazioni tra i partecipanti e coinvolgendo, senza utilizzo di hardware aggiuntivi, anche i fornitori di terze parti. Su questa questa base, il futuro della guida autonoma vedrà migliorate le funzioni disponibili: i dati locali potranno essere utilizzati per ottenere effetti di "apprendimento" locali che possono essere condivisi in modo sicuro con altri veicoli.

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Foto di: Fabio Gemelli