Il calo delle vendite in Europa e l’aumento dei costi sarebbero alla base di una decisione clamorosa della FCA, che potrebbe seguire l’esempio della Toyota e rinunciare ai motori diesel entro il 2022. Lo scrive l’autorevole quotidiano Financial Times, che cita fonti rimaste anonime, secondo cui i diesel non verranno però eliminati dai furgoni e furgoncini da lavoro: questi veicoli sono utilizzati in genere più a lungo ogni giorno e in queste condizioni i motori diesel rimangono ancora quelli più convenienti.


Ne sapremo di più il 1 giugno


Il quotidiano londinese non fornisce altri dettagli e non rivela da chi ha ricevuto l’”imbeccata”. Maggiori informazioni saranno disponibili quasi sicuramente il 1 giugno, quando è in programma l’attesa conferenza in cui la FCA annuncerà progetti e strategie per il periodo 2018-2022. Fra questi potrebbe esserci l’eventuale rinuncia al diesel. Resta da capire quali motori la FCA offrirà in alternativa, visto che l’unico ibrido disponibile oggi è utilizzato per la monovolume Chrysler Pacifica (venduta solo negli Stati Uniti) e non ce ne sono altri per le vetture europee o di fascia economica.


La Toyota detta i tempi


Una decisione in tal senso della FCA sarebbe inattesa ma non clamorosa, dal momento che altri costruttori hanno già annunciato di voler seguire questa strada: per prima è arrivata la Toyota e la Porsche sta seguendo questa direzione. I motori diesel emettono più sostanze nocive di quelli a benzina (a partire dalle polveri sottili) e diventeranno molto costosi da mettere a punto in seguito alle future normative anti-inquinamenti, che li renderanno antieconomici sulle auto piccole e compatte. Proprio quelle più vendute dalla FCA.