Tra mobilità sostenibile e meno tasse, ecco cosa c'è nei programmi dei vari schieramenti politici

Mancano ormai meno di 48 ore all’apertura dei seggi per le elezioni politiche 2018 per rinnovare il Parlamento e i candidati dei diversi schieramenti stanno lanciando gli ultimi appelli per convincere gli indecisi a votare per loro. Lavoro, tasse, sport, cultura, sanità: gli argomenti sono tanti e tutti nobili e si parla anche di auto, a volte in maniera più approfondita e a volte con giusto qualche accenno. Mobilità “verde” e car sharing sono i temi più trattati mentre di incentivi alla rottamazione e di un piano nazionale per quanto riguarda l’abbandono dei carburanti fossili si parla poco, quasi per nulla.

Il CentroDestra

“Non ci saranno più tasse sulla prima casa, neppure sull'auto” è la promessa di Silvio Berlusconi che punta quindi ad eliminare il sempre odiato bollo auto. L’alleato Matteo Salvini, leader della Lega, segue il discorso sul tema economico parlando di prezzi dei carburanti “Le accise pesano sui carburanti per 72 centesimi al litro. Per una questione di buon senso e per aiutare tutti bisogna eliminare le accise più antiche: non salva la vita a nessuno ma è immorale che chi fa benzina paga ancora la guerra in Etiopia". Già ma ormai le accise sono state “assorbite” e togliere i 15 centesimi al litro come promesso da Salvini toglierebbe allo Stato entrate per più di 4 miliardi di euro all’anno.

Il Partito Democratico

Il programma del PD parla di mobilità mettendo l’accento sul “green” e l’elettrico, prevedendo l’installazione di 14.000 colonnine di ricarica nei prossimi 5 anni e “trasformare le auto blu in auto verdi, tutte rigorosamente elettriche”. Un’Italia elettrificata e più ecosostenibile, sul modello di Norvegia e altri paesi dove le auto elettriche rappresentano una buona fetta del mercato. Aumentare i punti di ricarica potrebbe dare una spinta alle vendite di auto elettriche o ibride plug-in, ma senza una seria campagna di incentivi all’acquisto difficilmente gli automobilisti lasceranno le classiche motorizzazioni in favore di modelli a batteria.

Movimento 5 Stelle

Il M5S è quello che si dilunga maggiormente sul mondo dell’auto, parlando di mobilità sostenibile e non solo, anche se non vengono fatte analisi su eventuali coperture finanziarie. Al di là delle ultime dichiarazioni di Luigi di Maio ““Il nostro obiettivo è 1 milione di auto elettriche entro il 2020, dando incentivi a chi le compra” il M5S nel programma parla anche di sicurezza e smart cities, anche se in maniera molto generale. “Il settore Trasporti, in uno scenario di decarbonizzazione dell’economia al 2050, dovrà necessariamente conoscere una trasformazione radicale. Per questo, in linea con il programma Energia, il Movimento 5 Stelle, ipotizza “un obiettivo del 90% di elettrificazione dei consumi ”. Il programma inizia così e continua parlando di incentivi alla mobilità condivisa: car sharing, car pooling, bike sharing e così via. Il tema della sicurezza parla di “incentivare la diffusione di veicoli aventi dotazioni di sicurezza passiva ed attiva” e “attuare il processo di trasformazione digitale delle strade italiane, creando infrastrutture tecnologicamente avanzate che migliorino la sostenibilità e la sicurezza della rete viaria, anche per lo sviluppo e la regolamentazione dei veicoli a guida autonoma”. Azioni nobili che avranno bisogno di coperture finanziarie importanti e che richiederanno anche lunghi tempi per la realizzazione e i test.

Cosa manca

Visti così i piani sono molto proiettati al futuro e dipingono un'Italia percorsa da auto elettrificate e sicure, magari provenienti da flotte di car sharing. Tutto molto bello ma nell'immediato? Al di là della diminuzione della pressione fiscale sugli automobilisti mancano approfondimenti su un piano di incentivi all'acquisto di auto nuove e meno inquinanti. Un'azione che, se l'esempio di Roma dovesse estendersi a tutte le altre città italiane, dovrà essere attuata presto e con una copertura economica importante.