Scopriamo quale futuro ci riserva l'arrivo dei verbali elettronici

Per ora nulla è cambiato, ma i verbali elettronici diverranno presto realtà. Così vuole il Decreto interministeriale del 18 dicembre 2017: riguarda la “Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del Codice della strada, tramite Posta Elettronica Certificata”. Appena ci sarà l’ok dell’apparato burocratico, chi ha la PEC e commetterà un’infrazione, riceverà la multa via email. Niente più verbale cartaceo nella famigerata e temuta busta verde. Per la complessità della materia (ci sono voluti otto anni prima dell’emanazione del Decreto), la circolare del ministero dell’Interno 300/A/1500/18/127/9 del 20 febbraio ha chiarito qualche punto, come potete leggere in basso.

Tris di aspetti chiave

#1. Multa via PEC, a chi arriverà. La notifica via PEC sarà obbligatoria nel caso in cui l’autore della violazione o il proprietario abbiano fornito un valido indirizzo PEC in occasione dell’attività di accertamento della violazione. Idem se il trasgressore o il titolare del mezzo sono soggetti obbligati a dotarsi di un domicilio digitale: pubbliche amministrazioni, gestori di pubblici servizi, professionisti tenuti all’iscrizione in albi ed elenchi. Stessa sorte per i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese, i cui domicili digitali possono essere ricercati in pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni.

#2. Dove verrà individuato l’indirizzo PEC. I pubblici elenchi, nei quali possono essere ricercati i domicili digitali nel caso in cui manchi la comunicazione da parte dell’interessato, sono anzitutto nell’Indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti (Ini-Pec). Ma anche nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA). Così come nell’Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese. E infine nel registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della Giustizia. Qualora l’indirizzo PEC non sia stato fornito in occasione dell’attività di accertamento, in attesa della formazione del pubblico elenco dei domicili digitali, le notifiche dei verbali di contestazione a tali soggetti seguiranno la procedura ordinaria: multa di carta.

#3. Il messaggio della PEC. Il messaggio di PEC contenente il verbale di contestazione della violazione del Codice della Strada e ogni altro eventuale verbale ad esso collegato deve riportare nell’oggetto la dicitura “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”. Ragioni di opportunità suggeriscono di indicare, di seguito a tale dicitura, anche il numero e la data del verbale di contestazione. Attenzione: qui si potranno giocare le “partite” in materia di ricorso contro le multe. Per vizi di forma, sarà possibile che la multa via PEC scorretta venga annullata tramite opposizione al Giudice di Pace o al Prefetto https://it.motor1.com/news/222758/multe-da-autovelox-come-fare-ricorso-da-sapere/.

La questione tempi

La multa va notificata entro 90 giorni dall’accertamento. Si considera spedita, per gli organi di Polizia, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione. Si considera notificata al destinatario nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC. Occhio pertanto: i 90 giorni partono dalla spedizione e terminano alla ricevuta di consegna; non conta che l’automobilista legga la PEC.