Abbiamo chiacchierato con i manager italiani dell’industria dell’auto. Ecco cosa si aspettano dal futuro

Quattro domande secche, tre possibilità di risposta per ciascuna: mi sono posto così, al Salone di Ginevra, di fronte (anzi, accanto, come potete vedere nel video) ai manager delle filiali italiane dei vari marchi automobilistici. La maggior parte delle volte si tratta di Direttori di marchio e/o A.D. italiani; altre, di responsabili della comunicazione; in ogni caso, qualcuno che ha il polso della situazione in merito alle tendenze del mondo dell’auto per quello che riguarda il passaggio all’elettrico. Ecco com’è andata.

Elettrico, tutti lo avranno a breve

La prima domanda, “obbligata”, è sul tempo previsto per l’arrivo della prima elettrica nella gamma. Sono molte le Case ad averne già una - Nissan, per esempio, dal 2010 vende la Leaf - e praticamente tutti la proporranno agli automobilisti entro al massimo due anni, come nel caso di Volvo. La seconda riguarda le criticità legate alla diffusione dell’elettrico: ho chiesto di mettere in ordine di importanza l’autonomia, la diffusione delle colonnine di ricarica e i costi d’acquisto. Qual è stata la risposta più comune? Guardate il video per la risposta, sappiate comunque che nemmeno i manager hanno idee del tutto concordanti.

Incentivi e destino del diesel

Incentivi per le elettriche, per le ibride, per le auto a metano, incentivi mixati o nessuna forma di incentivo: la terza domanda richiedeva di scegliere una sola di queste formule di agevolazione all’acquisto per le auto con alimentazione alternativa. Quasi tutti i manager non hanno preso una posizione precisa su un solo tipo di incentivazione (anche chi, come per esempio Toyota, punta tantissimo sull’ibrido), ma quasi tutti si sono dimostrati favorevoli a politiche che permettano di rinnovare il parco auto circolante italiano, giudicato da tutti troppo vecchio. Infine, non poteva mancare una domanda sul destino del motore diesel, sulla sua aspettativa di vita all’interno del vano motore di un’automobile (lasciando stare dunque il discorso sui veicoli commerciali, leggeri e pesanti): “Meno di 5 anni”, “almeno 10 anni”, “non morirà mai”; erano queste le possibilità di scelta e, come prima, per vedere le risposte vi invito a cliccare play. Due anticipazioni però ve le do: solo una persona ha risposto “meno di 5 anni” e solo una, all’estremo opposto, ha previsto che non morirà mai.