La Rossa è veloce, ma la Mercedes ha impressionato sul passo gara con gomme medie. La solitudine dei campioni?

Talvolta uno sguardo, un'espressione, racconta più di un dato certo. Un'ossimoro in sintesi verrebbe da pensare. Ma come? Un dato consolidato è una prova, un'evidenza. Vero, ma in Formula Uno ogni sfumatura ha un suo valore, ogni dettaglio deve essere valutato e centellinato. E' un circus di bugie e tattiche degno di un film di Ridley Scott. Ecco perchè Sebastian Vettel, nonostante quel tempo monstre fatto registrare durante gli ultimi test di Barcellona in vista di Melbourne, aveva il volto pensieroso, scuro.

Prova di Forza

Quella dimostrazione di forza fatta giovedi scorso durante l'ora di pranzo, con run veloci fatti di gomme supersoft, ultrasoft e hypersoft ha confermato che a Maranello volevano la prestazione per avvicinare la Mercedes, e così è stato. La SF-71H è veloce, questo è innegabile, e la carica suonata è servito a rimettere al proprio posto una Red Bull che provava ad alzare lo sguardo alla vetta. Ha regolato il team di Dieter Mateshitz, innegabile, ma non ha smosso l'umore della Stella di casa Mercedes.

La calma dei più forti

La casa tedesca non si è lasciata impressionare. Se Maranello si affannava ad impressionare il suo riferimento come il miglior Brad Pitt in Spy Game, Toto Wolff poteva benissimo rappresentare quel Robert Redford che, pacato come solo chi sa di esser grande, racconta come in questo gioco per adulti vi siano regole ben definite. Ed in questa vigilia di stagione 2018, la sentenza sembra già piuttosto chiara: la Mercedes non ha fatto alcun hot-lap semplicemente perchè non le interessava farlo. E' superiore, è più veloce, ha un vantaggio che lo scorso anno sembrava scalfito, ma solo per problemi loro risolti a metà stagione, quando Hamilton ha preso il largo. La loro superiorità è tutta in quel passo gara messo in mostra con gomme medie che ha incupito gli uomini in Rosso. La Stella d'Argento è stata definita da Hamilton più matura, e questo è un elemento fondamentale, perchè senza quel terzo elemento fatto togliere da Resta un anno fa, Lewis e Bottas soffrivano nel trovare un assetto.

Il Toro scalpita

In tutto questo bailamme, non va dimenticato come in Red Bull non staranno con le mani in mano: la vettura sembra essere nata meglio rispetto a quella dello scorso anno, e Verstappen e Ricciardo sono pronti a recitare il ruolo di terzi incomodi, prima di un cambio - epocale - presunto che sta solleticando gli animi di Mylton Keynes, ovvero il passaggio nel 2019 ai motori Honda. Marko e Co devono dare una risposta a Renault entro maggio se voler o meno proseguire il rapporto di collaborazione, ma vedendo i risultati della Toro Rosso in quest'inverno, la sensazione è che una decisione sia prossima. Discorso inverso in casa McLaren. Andato via il capro espiatorio, i problemi son rimasti. E se i problemi risiedessero proprio dentro Woking? Ad Alonso non resterebbe che puntare tutto su Le Mans.

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