In circuito e in città si testano le comunicazioni fra auto e infrastrutture per far nascere una nuova smart city

L’Autodromo di Modena diventa un laboratorio a cielo aperto dove sperimentare le tecnologie dell’auto a guida autonoma e le infrastrutture digitali legate alla mobilità del futuro e alle smart city. Il progetto prende il nome di Modena Automotive Smart Area (Masa) e coinvolge, oltre all’autodromo che i lettori di OmniAuto.it conoscono anche per i Motor1 Days in programma il 12-13 maggio prossimi, il Comune di Modena, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Trento il gruppo FCA che si è detto pronto ad investire sul programma.

Test già avviati

Questo nuovo progetto Masa, promosso dall'assessora del Comune di Modena con delega alla Smart City, Carla Ludovica Ferrari, segue i primi test già avviati all’Autodromo di Modena e nella zona urbana a nord della città con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo scopo è quello di sperimentare la comunicazione fra veicoli (V2V), quella fra veicoli e ostacoli in movimento (V2X) e quella fra veicoli e infrastrutture cittadine (V2I) come i semafori, i cantieri e i parcheggi.

Sicurezza al primo posto

Masa sarà anche il primo esempio in Italia di sperimentazione della guida autonoma sia in autodromo che in ambito urbano, come sottolinea il prof. Francesco Leali, referente dell’Università di Modena e Reggio Emilia per il progetto. Per questo sono in fase di installazione sensori, speciali telecamere e una rete a fibra ottica necessaria per lo scambio di informazioni fra la strada e l’auto. Uno degli obiettivi principali di Masa è quello di sviluppare tecnologie e le regole per azzerare il numero di incidenti, ha ricordato Angelo Borghi, Amministratore Delegato dell’Autodromo di Modena che ha aggiunto: “La sicurezza sarà al primo posto e poi, grazie a queste tecnologie, ci sarà più risparmio energetico, riduzione delle emissioni e dell'impatto acustico”.

Progetto Masa all'Autodromo di Modena