FCA punta ormai solo su Jeep e Alfa Romeo mentre a Ginevra l’erede spirituale della coupé anni ’70 fa innamorare tutti

Se il Salone di Ginevra fosse un concorso di bellezza siamo sicuri che nell’edizione 2018 in finale ci sarebbe la New Stratos, almeno stando alle visualizzazioni del video live (arrivate a oggi a più di 138.000). Un termometro che misura o le auto che più interessano ai consumatori, oppure quelle che più fanno sognare. Non importa che siano a tiratura limitatissima con prezzi fuori dalla portata dei più. "I sogni son desideri di felicità" e per essere felici basta anche solo ammirare gioielli su ruote attraverso foto e video, sapendo che con ogni probabilità mai li vedremo dal vivo e tanto meno potremo anche solo accenderne il motore. La New Stratos appartiene a questo secondo gruppo ed entra direttamente a far parte dell'Olimpo delle auto più desiderate di sempre. A livello di click in casa OmniAuto.it ha superato di slancio Ferrari 488 Pista e Porsche GT3 RS, mica due sportive qualunque.

Italia - Germania, incontro mai banale

Una storia strana e tormentata quella della New Stratos italiana, nata nel 2010 come one-off ordinata a Pininfarina da un collezionista tedesco, rimasta tale per anni e ora pronta a rinascere in 25 unità vendute a caro prezzo: 550.000 più una Ferrari 430 (normale o Scuderia) utilizzata come base di partenza. Il tutto grazie alla MAT, la Manifattura Automobili Torino. Un modello per pochi, un sogno ad occhi aperti Un’auto che con Lancia non ha nulla a che fare e porta il nome della mitica coupé anni ’70 perché FCA ne ha perso i diritti di uso. Una storia bella e triste allo stesso tempo, segno di come un brand ormai ai margini possa ancora affascinare.

Cavalli vincenti

Nei futuri piani di FCA, che verranno svelati il prossimo giugno, la parte del leone la faranno Jeep e Alfa Romeo, la prima con un mercato che la premia sempre di più e la seconda ancora con un potenziale inespresso e capace di dare gran belle soddisfazioni. Parole di Sergio Marchionne che a Ginevra non ha praticamente mai parlato di Lancia. Da tempo in gamma c’è solo la Ypsilon, modello comunque capace di vendere più di 60.000 unità in un anno e dietro solo alla Fiat Panda nella classifica italiana, che di anno in anno va avanti con nuovi allestimenti e nulla più. Eppure a Ginevra si è visto come il marchio Lancia sia ancora capace di suscitare emozioni, nonostante fuori dai nostri confini possa contare su un numero ridotto di appassionati rispetto ad Alfa Romeo. Chissà cosa sarebbe potuto succedere se la New Stratos fosse stata sviluppata assieme ad FCA.

Meno nobile, ma per (quasi) tutti

Osservando i commenti in rete si capisce come in molti, leggendo il nome New Stratos, abbiano sperato in un’operazione di rinascimento sulla falsa riga di quella portata avanti per Alfa Romeo, passata inizialmente attraverso un modello di nicchia come la 4C. Non è così, chiaramente non solo per questioni legate al prezzo. Lancia non è minimamente coinvolta, con buona pace degli appassionati. Dietro ci saranno sicuramente questioni di marketing e budget che non conosciamo e non vogliamo/possiamo discutere, ricerche di mercato che avranno portato alla decisione di lasciare Lancia in un angolino. In un mondo ideale i vertici del marchio torinese nel 2010 avrebbero potuto alzare la cornetta e provare a entrare nel progetto New Stratos, programmando una produzione limitata, con una base meno nobile e quindi maggiormente abbordabile. Magari da lì si sarebbe potuti partire per riposizionare Lancia e renderlo un brand dedicato alla realizzazione di modelli di nicchia. Invece siamo qui ad ammirare una sportiva che guarda a Lancia senza però portarne il nome. Il futuro appartiene ad altri e ai lancisti tocca guardare indietro, con il ricordo di ciò che era e il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere.

Gallery: New Stratos at the 2018 Geneva Motor Show