Li Shufu, presidente del consiglio di amministrazione, torna sul sinistro mortale della vettura robot di Uber

L’incidente dell’auto a guida autonoma di Uber continua a tenere banco. Perché quello del 18 marzo 2018 è un evento storico: il primo sinistro mortale che coinvolge una vettura robot. Tanto da far scendere in campo Li Shufu, proprietario e presidente della cinese Geely e quindi della Volvo. Il motivo? Semplice. La macchina in self-driving era una Volvo XC90, anche se tutta la tecnologia della guida autonoma era di Uber, coi sistemi di sicurezza del SUV svedese disattivati. Li Shufu ha detto che “occorre massima prudenza con le vetture robot”, e che “un solo incidente può uccidere tutta l’industria”.

Questione d’immagine

Li Shufu non aggiunge altro, ma pare esserci un riferimento all’immagine di chi porta avanti i test della guida autonoma su strade pubbliche: è il caso del sinistro mortale di Uber in Arizona. Tanto che prima Uber ha sospeso le sperimentazioni, e poi lo stesso Governatore dell’Arizona ha annullato i test. Li Shufu ha aggiunto che “la sicurezza è una priorità”. È ovviamente inaccettabile che perda la vita una qualsiasi persona durante le sperimentazioni, sia questa un pedone o il guidatore di riserva (entra in azione se necessario) o altri. Ora l’industria dell’auto è quanto mai sotto pressione, affinché garantisca che il software delle self-driving car e i sensori funzionino alla perfezione. In linea con l’imprenditore milionario cinese (ora primo azionista di Daimler-Mercedes), Hakan Samuelsson, Volvo Cars Chief Executive, secondo il quale comunque la tecnologia è la via migliore per migliorare la sicurezza stradale.

Le auto robot in Cina

Al di là delle inevitabili problematiche legate al primo sinistro mortale, in Cina i test delle auto robot non si fermano. Nel Paese della Grande Muraglia, gli investimenti su questa tecnologia sono molti forti, con Baidu che ha ottenuto il permesso di testare le sue auto a guida autonoma a Pechino. Per sfidare Waymo, società di Alphabet (Google) nella corsa alla vettura robot più sofisticata e sicura. Dopo essersi unita con Nvidia per creare una piattaforma open source sui veicoli automatizzati, Baidu impiegherà i suoi veicoli su 33 strade per 105 km nei sobborghi di Pechino, lì dove ci sono meno persone.

Criticità anche per Tesla

E se la guida autonoma è un po’ nel mirino, altrettanto si può dire della guida assistita di Tesla: l’Autopilot. Dopo due incidenti mortali di una supercar elettrica (la Tesla Model S) con Autopilot attivo e guidatore distratto, è arrivato un terzo incidente con una vittima: in California, la Polizia indaga per capire se l’Autopilot fosse attivo. Con Tesla che difende la propria tecnologia e, sul proprio blog, mostra immagini (poco rassicuranti) del guardrail contro cui si è schiantata la Tesla Model X andata in fiamme dopo l’impatto: era in pessime condizioni. Per tutte le altre informazioni sull'ultimo incidente Tesla vedi qui.

Fotogallery: Volvo XC90, la flotta di Uber a guida autonoma