Oltre a Uber sono tante le aziende impegnate nello sviluppo di auto senza guidatore.

L’incidente della Volvo XC90 a guida autonoma di Uber è ancora sulla bocca di tutti e sta provocando un effetto domino nel mondo delle auto senza conducente. Sono infatti molte le aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie che permettono (o meglio, permetteranno) alle auto di guidarsi da sole e alcune di queste stanno sospendendo i propri test. Si, sospesi e non annullati completamente, anche perché è giusto che ricerca e sviluppo vadano avanti, naturalmente con tecnologie sempre più sicure e protocolli di sicurezza che possano evitare incidenti come quello di Tempe. Ma quali e quante sono le aziende che svolgono test per la guida autonoma?

Di tutto un po’

Uber non è la sola società di ride sharing al lavoro sulla guida autonoma:

- Lyft (concorrente di Uber) sta sviluppando tecnologie per auto senza conducente grazie alla collaborazione con NuTonomy , startup statunitense impegnata nel campo della guida autonoma e di proprietà di Delphi Automotive. Una piccola flotta di vetture sta prestando servizio a Boston con lo scopo di ampliare il servizio ad altre città.

- Google, o meglio Waymo, la divisione dedicata allo sviluppo di auto a guida autonoma, nei giorni scorsi ha annunciato il prossimo utilizzo di una flotta di Jaguar I-Pace. Il SUV elettrico inglese si affiancherà così ad altri modelli, tra i quali figura anche la Chrysler Pacifica, monovolume di FCA utilizzato per test in alcune aree di Phoenix (Arizona). Il piano della Grande G è quello di offrire servizi di trasporto senza conducente entro la fine del 2018 proprio a Phoenix.

- Apple, è impegnata in test per la guida autonoma in California con 3 Lexus RX 450h. - Nvidia (fresca di accordo con Continental), sta facendo test con muletti che circolano sulle strade di New Jersey, California, Giappone e Germania.

- Bosch, impegnata a fornire tecnologie a diverse aziende si è da poco alleata con Vodafone e Huawei per sviluppare sistemi di comunicazione tra auto e auto (Cellular-V2K).

- Blackberry, grazie alla collaborazione con la cinese Baidu, a Ottawa sta facendo circolare una piccola flotta di auto a guida autonoma.

Accordi di qua e di là

Una delle cose interessanti dello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma è che, almeno all’inizio, tutti parlano con tutti e si stringono alleanze impensabili e multiple.

- PSA utilizza alcune Peugeot 3008 con tecnologia firmata NuTonomy a Singapore, dove circolano anche Renault Zoe e Mitsubishi I-Miev della startup statunitense. 

-BMW, FCA, Intel e Mobileye sono alleate per lo sviluppo di auto a guida autonoma, con l’intenzione di lanciare i primi modelli di Livello 5 entro il 2021.

- Fordassieme a Domino’s Pizza, sta testando le tecnologie ad Ann Arbor (Michigan).

Volvo usa invece alcune strade di Goteborg (tangenziali e autostrade) per far circolare le XC90 del progetto Drive Me. Le auto infarcite di sensori, laser e telecamere sono date in uso a normali famiglie che faranno così da tester in condizioni di traffico reale. 

- Mercedes ha invece da poco terminato il giro dei 5 continenti per testare sul campo la difficoltà di sviluppare un unico sistema che vada bene per tutti i paesi del mondo e ora si dovranno compilare lunghi e complessi algoritmi per gestire l’auto nelle diverse situazioni.

- Sarà invece regolarmente in vendita nel 2019 la GM Cruise EV, la prima auto (naturalmente elettrica) a guida autonoma in commercio, senza volante né pedali. 

- Volkswagen e Hyundai invece si sono alleate con Aurora (tra le ultime nate nella Silicon Valley, ma molto avanti con lo sviluppo delle tecnologie) con il colosso tedesco intenzionato a iniziare i test nel corso del 2018 mentre in Corea del Sud il programma prevede il lancio di un servizio di robo-taxi nel 2021.

- Toyota ha invece sospeso i test negli USA, ma continua a credere nel progetto e che si avvarrà di nuova piattaforma, presentata al CES di Las Vegas.

- Lavora da sola Tesla, da tempo impegnata in test sul suolo statunitense e protagonista anche lei di alcuni incidenti.

Il gruppone europeo

Nasce invece da un’alleanza europea guidata da Volkswagen il progetto di ricerca L3Pilot, con 11 paesi coinvolti, 14 Case auto (Audi, FCA, Gruppo BMW, Daimler, Ford, PSA, Gruppo Renault, Honda, Jaguar-Land Rover, Opel, Toyota e Volvo), numerose aziende (come Autoliv e Delphi) e centri di ricerca (ad esempio Università di Genova e German Aerospace Center). Un accordo che vede numerosi attori impegnati a iniziare i test entro marzo 2019, mentre attualmente si stanno studiando le metodologie di azione e le tecnologie che verranno sistemate su 100 auto impegnate a percorrere differenti tipologie di strade in tutta Europa.

Una mappa per (quasi) tutti

Sono davvero tante le aziende e case automobilistiche impegnate nello sviluppo di auto a guida autonoma, un progetto globale destinato a cambiare radicalmente il mondo della mobilità. Ci sono poi anche numerose amministrazioni protagoniste di questo cambio di paradigma e a loro è dedicata la mappa creata da Bloomberg Philanthropies e l’Aspen Institute, nella quale vengono indicate tutte le città coinvolte in test (presenti o futuri) sulla guida autonoma, con una breve presentazione dei progetti. Per l’Italia è presente unicamente Milano dove, nel progetto dell’architetto Carlo Ratti, si potrebbero svolgere test all’interno dell’ex area EXPO.

 

Fotogallery: Toyota Research Institute, prototipo a guida autonoma